Imperativo categorico e regno dei fini.

Cultura e diritto
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di Sergio Mauri

Rapporto tra imperativo categorico e regno dei fini. A un certo punto l’essere umano obbedisce agli imperativi categorici suoi propri, capace di legiferare in maniera obiettiva. Non ha più bisogno del diritto. L’essere umano non ha più bisogno del padrone. Cogliendo la legge morale si libera da tutte le passioni che prima lo informavano.

Kant fa un passo in più rispetto agli altri contrattualisti. Lo Stato è un male necessario, rendiamolo meno problematico possibile. Quindi, teorizzazione dello Stato neutro, leggero. Hobbes e Locke si fermano al male necessario. Kant fa un passo ulteriore dicendo che l’individuo può diventare persona e addentrarsi al regno dei fini. Se il diritto è un momento di oppressione, allora si deve andare alla sua estinzione. Marx va in questa direzione seppure con argomenti molto diversi. Gli esiti paradossali tra Kant e Marx sono gli stessi, a favore della morale (Kant) e favore dell’amministrazione (Marx).

Hobbes e Locke sono sovrapponibili in realtà, poiché le loro teorie politiche sono utilizzabili in varie direzioni. Poi secoli dopo lo stesso, scientificamente, farà Kelsen.

Sergio Mauri
Autore: Sergio Mauri, Blogger. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d’Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.
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