E se domani….

Afghan_village_patrol
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….la situazione precipitasse? Stiamo andando nella direzione di una guerra. A dire il vero siamo in guerra da almeno 30 anni, dalla missione in Libano. Ma il prossimo boccone, la Siria di cui anche il Mali è un sintomo, sarà solo il preludio al boccone più grosso ancora, l’Iran. E, tuttavia, l’Iran è il simbolo del regolamento dei conti fra chi ci governa e il resto del mondo; la madre di tutte le vendette. Tuttavia l’obiettivo sottotraccia è un altro ancora: mettere un argine ai paesi emergenti che l’Occidente non può più depredare, in primis alla Cina.

Ma non mi fermerei qui. Il punto è che il sistema capitalistico internazionale capeggiato dall’Occidente di cui anche la maggior parte degli emergenti fa parte o intende attaccarne il predominio sistemico, come nel caso della Cina, è impegnato in una lotta intestina per la ripartizione (ingiusta) delle risorse planetarie che sono quantitativamente finite. Finite si, ma ripartibili in maniera equa, anche.

Gli israeliani stanno provocando una reazione dell’Iran e dei suoi alleati. Se ci sarà lo scontro generalizzato per spazzare via l’Iran, qui avremo un restringimento delle libertà di espressione, perché non si potrà mettere pubblicamente in dubbio l’intervento. Oggi meno ancora che in passato, vista la crisi che morde in profondità. Sacrifici, silenzio ed altre belle cose sono in arrivo.

 

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