Verità come correttezza dello sguardo.

Filosofia Teoretica-La verità
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di Sergio Mauri

La verità come correttezza dello sguardo è la direzione in cui la cultura occidentale si orienterà. Ogni vivente, non solo l’uomo, è prospettico nel senso che interpreta ciò che gli sta intorno come conservazione e accrescimento di sé. Abbiamo visto che sophia è un sapersi orientare e ciò determina un rapporto tra uomo ed ente.

Si profila un percorso, in direzione della scienza. Il platonismo rivolto alla sophia, diventa una philia per le idee che consentono una correttezza dello sguardo. Lo schema, che si contraddistingue come metafisica, struttura del pensare, è quello alto-basso, basso dentro la caverna, alto fuori.

Tutto ciò, dice Heidegger, da quel cambiamento di essenza, dove il gioco tra velato e svelato viene messo da parte, per concentrarsi sulle idee e la correttezza dello sguardo. Ciò appartiene all’uomo, al suo versante.

Heidegger dice che, dal platonismo, vi è già un inizio dell’umanismo che, dunque, è visto diversamente rispetto alla nostra visione. Heidegger invece intende umanismo sì come posizione centrale dell’uomo, ma, per lui, dalla concezione e superamento di aletheia. L’Umanismo va pensato in modo essenziale, visto come inizio, svolgimento e fine della metafisica. Si tratta di una “metafisica umanistica”.

L’uomo, pur nella sua posizione in basso rispetto al divino, è consapevole della sua posizione. In ciò l’uomo è un ente privilegiato, in quanto animale dotato di linguaggio, ragione, logos.

Ma qualunque sia il senso ultimo dell’ente, di liberare le possibilità dell’uomo alla certezza della sua destinazione e all’assicurazione della sua “vita”. L’animal rationale come centro dell’ente. Heidegger ci racconta la sua visione, in cui aumenta il peso dell’intelletto, della ragione. Il culmine di questo processo è in Hegel. Dal punto di vista di Heidegger, compie il percorso dal momento che mette la ragione al vertice di tutta la storia dell’umano e dell’umanismo. È la storia di uno spirito che si ritrova a essere “presso sé stesso”. Reale e razionale coincidono.

Hegel non si riferiva a una nozione di realtà che è quella nostra normalmente, ma a quella di una realtà a noi comprensibile. La direzione è quella della massima liberazione della ragione. E alla fine di questo percorso non è che tutto si ferma, no, tutto continua secondo quello schema. Come la mettiamo con la parte “animal” che riguarda il vivente? Il vivente sarà in grado di portare al massimo le proprie possibilità con Nietzsche. Nietzsche colloca un evento di decadenza nella tragedia di Euripide e nella filosofia di Socrate. Entra in scena la ragione, i motivi per cui “le cose vanno storte” e inizia quella lunga storia di decadenza. Il cristianesimo interpreterà la sofferenza e il dolore, le razionalizzerà parlando di peccato. Nietzsche: la realtà è costituita da forze, che non sono cose, non sono enti, che l’uomo interpreta falsificando.

È Nietzsche, per Heidegger, il personaggio che porta alle estreme conseguenze il platonismo come passaggio da aletheia a idea. Tutto ciò che è stato detto nella cultura occidentale, dice Heidegger, è umanismo, che ha a che fare con la posizione dell’uomo rispetto all’ente. Ma forse, dirà Heidegger, aletheia voleva dire orthotes. Dobbiamo chiederci come ci poniamo di fronte all’accessibilità dell’ente, a come l’ente è accessibile all’uomo, quindi come sia accessibile all’uomo l’essere dell’ente.

Heidegger attaccherà Sartre sul fatto che quest’ultimo mette in primo piano l’uomo. Heidegger dirà no: al centro c’è l’essere. Con l’umanismo, dice Heidegger, si ha un gravitare intorno all’uomo in modo metafisico. Antropologia, per Heidegger, è scienza di quell’ente, l’uomo, che è al centro degli enti. Antropologia e umanismo coincidono.

Il platonismo, sostiene Heidegger, continua a stare a fondamento del constatare dell’uomo. Il soggetto moderno nasce con Cartesio ed è un effetto del mutamento dell’essenza della verità, non la causa. In Nietzsche la volontà di potenza è vita, in cui il reale è interpretato in base a idee e il mondo è valutato in base a valori.

Sergio Mauri
Autore Sergio Mauri Blogger. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d’Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.
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Sergio Mauri, classe 1965, storico, filosofo, musicista. Studiare meglio è un'iniziativa di istruzione condivisa e in continua evoluzione. Qui puoi trovare appunti, riassunti, schedature.