Convivio-Dante-V°.

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di Sergio Mauri

Quando Dante parla della “camera dei suoi pensieri” può intendere lo studio luogo fisico oppure nella sua testa. Un uomo può ignorare perché si trova lontano dai centri del sapere, non per scelta volontaria. Il difetto di ignorare non è da pesare se non secondo una certa logica: c’è chi non conosce perché non è in condizione di farlo e questo non è la situazione peggiore. L’elenco delle cause è dato secondo il sistema aristotelico.

Per Dante il difetto è l’ignoranza, la non conoscenza. La malizia di cui parla Dante può essere lo sviamento dalla strada della conoscenza.

Quando si riconosce il proprio difetto e ci si biasima costruttivamente, va bene, ma quando ci si sguazza dentro, non va.

(Le parole o i sostantivi sono quelle senza confini mentre i termini invece quelle con confini, cioè non rimandano ad alcuna altra immagine o parola à Leopardi).

Il farcire il Convivio di latinismi significa dimostrare di saper usare la stessa lingua.

Se sono consapevole del mio difetto, ciò significa che ne sono consapevole, quindi, sto già iniziando a superarlo.

Il Convivio è maggiormente connesso col Paradiso.

Sergio Mauri
Autore: Sergio Mauri, Blogger. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d’Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.
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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Laurea in Discipline storiche e filosofiche. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.