Uno schema parallelo. Omaggio a Fernand Braudel.

Struttura profonda
Struttura profonda

Prendiamo lo schema di Fernand Braudel, quello dei cambiamenti a lungo termine in opposizione alla storia degli avvenimenti. Tracciamone un parallelismo in ambito umano.

La struttura della mente umana si fonda, tra le altre cose, sull’esigenza di compensazione e quindi di scambio economico e umano continuo. L’uomo ha l’incessante necessità di compensare l’utilizzo di energia, il consumo psico-fisico che mette nelle cose. Ad azione misurabile deve corrispondere una reazione anch’essa misurabile. Una sorta di do ut des come regola generale dei rapporti tra gli umani e con il mondo circostante non umano.

Perciò; analisi della struttura profonda dell’essere umano (-> la storia quasi immobile); le leggi del movimento dell’ambiente naturale (la storia un po’ più mossa, la storia sociale vista con le lenti delle scienze naturali); nella stratificazione del mondo “umano-sensibile” abbiamo infine gli eventi materiali, dalle azioni individuali o collettive alle ideologie (-> la storia effettiva, agitata, di superficie). La struttura profonda dell’essere umano come insieme fondamentale che ingloba quelli che si estendono verso l’alto, insiemi incidentali rispetto al primo, manifestazione di ciò che è più in superficie.

Premessa dello schema è l’inversione dell’oggetto studiato predominante che diventa la struttura profonda dell’essere umano (in grado di provare emozioni e sentimenti, forme basilari di pensiero e pensiero razionale strutturato). Sotto-premessa: cambia la periodizzazione storica: se ciò che sta alla base è la struttura profonda è da questa che dipende tutto il resto, i tempi sono dettati da questa. Inoltre, da notare che ciò che non appare, ciò che è sommerso è di fondamentale importanza. O meglio: ciò che non appare deve esser fatto apparire, deve essere indagato, cambia quindi la prospettiva di studio, anzi la prospettiva ne risulta ribaltata. Il non immediatamente misurabile assume un’importanza fondamentale. Anche se per struttura profonda dell’essere umano non si intendono qui i sentimenti o la modulazione del logos che ne sono semmai il contenuto, ma le forme (strutture) che li fanno manifestare e “li contengono”, il quadro entro il quale i campi di energia sono in grado di manifestare quei contenuti. Qui necessariamente si pone il confronto con le neuroscienze. Quella parte cioè di noi che si manifesta, in noi tutti appunto, come funzionalità tipica dell’essere umano.