Note su alcuni temi di attualità.

Divino
Divino

1-La vittoria di Macron in Francia è stata salutata come uno “scampato pericolo fascista” rappresentato dalla Le Pen. L’ennesima riprova che, il PD che lo ha sostenuto, non ne capisce niente di politica. Infatti qualcuno dovrebbe spiegarmi perché questo sarebbe uno scampato pericolo dal momento che i finanziatori di ogni fascismo sono sempre stati proprio i gruppi finanziari che il buon Macron rappresenta così bene con quella faccia dal Renzi transalpino.

2-Salvini non vuole confrontarsi con la realtà. Ogni anno produciamo più pensionati che nuovi lavoratori, per cui non si capisce chi dovrebbe finanziare le pensioni attuali e future. Inoltre, quotidianamente reimportiamo merci a basso costo che le nostre multinazionali sono andate a produrre in paesi dove si possono fare profitti facili. Chiudere le frontiere all’immigrazione? Protezionismo e dazi non hanno mai portato bene. Dal blocco continentale napoleonico alle sanzioni contro Putin, queste misure si sono sempre rivelate un boomerang per chi le ha ideate, ma fare di Trump (o allo stesso tempo di Putin) un’icona semplicemente perché ha fatto delle promesse che non manterrà mi sembra semplicemente idiota.

3- «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra. Non sono venuto a portare la pace, ma una spada. Sono venuto infatti a mettere in lotta il figlio contro il padre, la figlia contro la madre, la nuora contro la suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa» (Matteo 10, 34-36). «Gesù entrò poi nel Tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe» (Matteo 21,12-13).

4-Capire quello che succede in Venezuela è semplice: una minoranza di ricchi, appoggiati dagli USA, stà fomentando la lotta di classe contro la parte più povera e indifesa della società venezuelana che Chavez prima e Maduro poi ha tratto fuori dalla miseria in cui essa era relegata. Il dovere di ogni persona normodotata è di stare dalla parte del legittimo governo Bolivariano del Venezuela per continuare il percorso di liberazione nel solco del Libertador, rigettando il castello di menzogne costruito ai danni del governo del paese latinoamericano.

5-Compito di Macron è quello di rinsaldare l’asse franco-tedesco mettendolo in quel posto a tutti gli altri, italiani per primi. Perciò le leccate di culo di Renzi e del PD all’indirizzo del francese sono totalmente fuori posto.

6-La tattica dell’inseguimento del voto fascista è comune a tutta la classe dirigente europea. In Italia essa si stà articolando tra le deliranti dichiarazioni della Serracchiani e le retate di Minniti, passando per la scorreggia della legge sull’autodifesa. L’obiettivo è quello di deviare la rabbia popolare dai veri responsabili della nostra situazione – la nostra classe dirigente – a chi di diritti non ne ha mai avuti e li vede calpestati dappertutto. La Storia, soprattutto quella recente, ci ha insegnato che non c’è nessun crimine di massa davanti al quale la classe dirigente occidentale si fermi pur di mantenere il proprio potere ed i propri privilegi. La strada lungo la quale ci stà trascinando ha, al suo termine, l’abisso.

7-Il caso Moro può essere riassunto in un’unica domanda: se Moro è stato ucciso per “sbarrare la strada al PCI”, perché quest’ultimo ha fatto parte del “fronte della fermezza”?

8-In Italia, dal 1973 al 1980 dominava il “consociativismo”, cioè la propensione a costruire larghe alleanze consensuali, trasversali e trasformiste atte ad annullare le posizioni politiche opposte ed eliminare alternanze ed alternative. Le leggi, in quegli anni, nemmeno passavano per le aule parlamentari: nel 90% dei casi venivano approvate all’unanimità nelle commissioni parlamentari. Quel consociativismo aveva un nome preciso: “compromesso storico”. Esso era necessario, secondo Berlinguer, per scongiurare tentativi di golpe in stile sudamericano in Italia. La CGIL, con il congresso dell’EUR, imprime una svolta favorevole ai sacrifici e il PCI di Berlinguer assume l’austerità come orizzonte politico. L’impegno politico assume i tratti del moralismo monacale.

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