Un (alto) funzionario pubblico dev’essere una superstar?

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Tra pubbliche apparizioni, (mercato delle) interviste e manie di protagonismo…. Alcuni organi d’informazione (carta stampata) italiani, tempo fa, si sono meravigliati del silenzio calato su Xi Jinping, presidente cinese e leader del Partito Comunista Cinese. A dire il vero sono proprio questi “professionisti dell’informazione” ed i loro colleghi della TV ad essere i migliori complici dell’oscuramento delle notizie che provengono dalla Cina. Basterebbe, infatti, pubblicare 1 centesimo delle informazioni presenti ogni giorno su China Daily per dare molta più informazione di quella che abitualmente ci sciorinano i nostri mass-media.

La ragione di questa inadeguatezza è culturale: l’incapacità di accettare e capire l’altro da sé e, al tempo stesso l’altro che è in sé. Non solo: essi sono organi di pura propaganda. In ogni caso, per farla breve, prendete un governatore, di una regione italiana abbastanza importante come la Lombardia, il Lazio o la Puglia; contatene la quantità di comparsate in TV, il numero di interviste, più le presenze a convegni, congressi e simili e poi fate il conto di quanto tempo possa rimanere al nostro geniale personaggio (a vostra scelta) per fare il suo lavoro.

Ad Hong Kong e a Shanghai succede l’esatto contrario: non si conoscono (quasi) neppure i volti dei funzionari statali preposti all’amministrazione pubblica, figuriamoci se uno di quei signori può venire trasformato in un attorucolo da reality come succede qui. Perché non viene dato peso all’assenza di 10 giorni (non di 10 anni) del leader della Cina? Secondo voi?

Se l’amministratore di una città o di una regione deve avere un ruolo eminentemente tecnico e allora lo espleti e sia sottoposto ad un controllo e a delle verifiche severissime. Questo lo dico visto che, da noi, nessuno di questi omuncoli rischia un plotone d’esecuzione, al contrario, presi con le mani in pasta i nostri eroi rispondono ridendoci in faccia.

Personalmente, sono stufo di vedere presidenti di autorità portuali, rettori di università, politici e cazzari di vario livello, sovraesposti mediaticamente mentre non sono in grado di capire i cambiamenti che li circondano e di comportarsi con una sobrietà non solo dichiarata a parole.

 

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