L’insano atteggiamento del KKE e l’incognita ANEL.

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Come ho già detto in precedenza, è meglio lavorare con un partito chiaramente contro il Memorandum, in grado di mandare un chiaro segnale all’Unione Europea. Tuttavia, ANEL è una spina nel fianco, da diversi punti di vista, e l’alleanza stipulata non è priva di rischi. Ad esempio sulla politica anti-immigrazione, sul confronto con la Turchia intorno alla Tracia, sull’imposizione della religione ortodossa a scuola, e sull’implementazione di misure autoritarie per quanto concerne l’ordine pubblico. Ovviamente, non è detto che ANEL potrà avere tutto ciò che desidera, ma che quello che farà per ottenerlo potrà dar fastidio a Syriza e alla sua base elettorale. ANEL non è un partito fascista. Tuttavia, non è nemmeno un partito precisamente democratico. Ha un profilo autoritario e potrebbe lavorare assieme ad altri elementi autoritari e reazionari all’interno dello Stato e del Parlamento per fini di questo tipo. Ciò potrebbe indebolire in generale tutta la sinistra, nonostante la vittoria. Proprio su questo punto il KKE avrebbe potuto fare la differenza e il suo ostinato rifiuto di negoziare con Syriza gioca un ruolo fondamentale nella scelta di quest’ultima. Dovremmo avere il coraggio di dire a chiare lettere che il KKE non ha alcun problema ad allinearsi e votare  con la destra (Alba Dorata, Greci Indipendenti ed altri) quando si tratta di opporsi alla legislazione anti-razzista. Questa scelta è il prodotto di un ultrasettarismo dai contorni psicanalitici.

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