Keynesismo oggi.

John Maynard Keynes
by Unknown photographer, bromide print, 1933

Keynes: a scuola ci hanno insegnato che il keynesismo si applica nel caso non siano utilizzati tutti i fattori della produzione, cioè come stimolo al loro utilizzo. Quando tutti questi fattori siano utilizzati e continuando nel keynesismo si verifica una svalutazione dei fattori produttivi stessi. Immettere capitale costante pubblico nel sistema è contro la produzione capitalista, cioè mina i profitti. Vedi anni ’70 del ‘900. Ora, nessun capitalista vuole questo, ma nemmeno nessun consumatore od operaio che non vorrebbe svalutare il proprio salario, potere d’acquisto, eccetera. Ma questo poiché l’obiettivo del capitalismo è la produzione per il profitto e non per le belle facce dei capitalisti e dei loro salariati. In realtà i fautori del keynesismo vorrebbero esistesse una bella panacea riformista che, senza troppo sforzo, risolvesse le contraddizioni del capitalismo. Cari ragazzi, questa cura riformista non esiste! Dopo gli anni ’70, per sostenere i profitti non si è più potuto immettere nel sistema capitale a cazzo e questo continua ancora oggi. Keynes non è più attuale per questo, non per altro.

Nella a-sinistra odierna. antimarxista perché deresponsabilizzata e senza una linea politica che non sia quella del sistema di cui fa parte, il keynesismo ha ancora un ruolo feticistico ed iconico. Keynes, diversamente dal marxismo, voleva salvare il capitalismo, esattamente come i nostri eroi del riformismo 2.0. Un riformismo senza riforme e nella ritirata delle organizzazioni dei lavoratori, di cui – purtroppo – la classe dirigente dell’a-sinistra è un notaio impotente.

Al contrario, siamo dentro, anche per i prossimi decenni, ad una spirale di competizione tale che non ci potrà essere alcuna riproposizione di Keynes, ma una difesa sempre più caparbia dei profitti. Ed è logico, essendo questo sistema fondato sui profitti estraibili dal lavoro umano. I capitalisti hanno le idee chiare, i nostri riformisti 2.0 invece vendono fumo mentre nel frattempo coltivano l’ambizione di ritornare a scaldare qualche seggio parlamentare. Il marxismo ha al contrario il suo storico obiettivo: la rivoluzione politica!