Agli amici 5 Stelle.

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Non sono un vostro iscritto, ma ho apprezzato alcune vostre battaglie del passato e soprattutto la voglia di cambiamento che vi ha portati dove siete. È innegabile che ultimamente abbiate perduto consensi, soprattutto alla luce del vostro rispetto verso le compatibilità economico-sociali che invece avevate giurato di voler superare. Ma tant’è, il potere ha le sue ragioni intrinseche e quello che non è riuscito ad altri non può essere chiesto a voi in modo univoco e a discolpa di chissà quale peccato originale.

Tuttavia, il momento è decisivo e grave. Il #coronavirus ha dimostrato e sta dimostrando di che pasta, tutti, siamo fatti. Di che pasta è fatta questa classe dirigente che difficilmente otterrà qualcosa per il futuro dell’Italia, sia all’interno del paese, nei rapporti con Confindustria piuttosto che con una delle molteplici corporazioni che comandano in Italia, che a livello europeo nei rapporti con le istituzioni politico-finanziarie continentali.

E allora rivolgo a voi, classe dirigente a 5 Stelle, un appello, confidando nel fatto che esistano ancora al vostro interno delle energie, come era agli inizi della vostra storia, che possono essere spese per l’altra Italia, quella che soffre. Quella dei meno abbienti, dei lavoratori, di quelli della sanità in particolare, del commercio, i precari, i disoccupati. Dei piccoli commercianti messi con le spalle al muro. A quell’Italia che non si esaurisce con interventi come il Reddito di Cittadinanza.

Date un segnale forte a queste persone, oltre i dettami delle banche, delle corporazioni, di Bruxelles. Parlate di nazionalizzazioni, finanziamenti a tasso zero, affrontate la fuga di capitali. Andate oltre le compatibilità del sistema, oltre la pantomima della questione Benetton/Autostrade, sulla quale – perdonatemi – non ne uscite molto bene. Fatevi promotori, voi classe dirigente con ambizioni di cambiamento reale e non solo a parole, se ancora quelle ambizioni avete, di un nuovo corso nelle istituzioni dove governate o avete voce, cosi come al Governo. Mobilitatevi e mobilitateci, fateci sapere che non è tutto finito ed il futuro non sarà solo una questione di ordine pubblico.

Allontanate da voi il dubbio di molti per cui governare con la Lega prima e col PD ora non abbia a che fare con la voglia di affrontare i problemi, ma con l’esigenza di mantenere la poltrona, in perfetta continuità col passato. (Dopotutto un’occasione simile quando vi ricapita?).

Questo non è, quindi, un appello per scaricarvi addosso tutte le responsabilità del momento: il seguito c’è se battete un colpo, se gli italiani vedono che qualcuno propone qualcosa.

In attesa di un vostro riscontro, saluto fiducioso.