Il perché di certi problemi culturali italiani.

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Voglio fare un discorso semplice, non dico da bar, ma quasi. Per farlo, devo definire, ancora una volta cosa è una cultura. Una cultura è quel sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare; è anche un’eredità storica che nel suo insieme definisce i rapporti all’interno di quel gruppo sociale e quelli con il mondo esterno.

Secondo me, le ragioni per cui l’Italia e noi italiani siamo messi come siamo messi potrebbero essere riassunte come segue: 1) per mancanza di impegno civico, dove per impegno civico ci dobbiamo mettere pure la politica, anche se in tempi di antipolitica (non totalmente ingiustificati) è impopolare dirlo; 2) per la tendenza (credo innata) a viziare i figli, a perdonargli qualsiasi cosa, anche quelle cose che danneggiano loro e chi gli stà intorno; 3) per l’incapacità di trasmettere valori che – probabilmente – non abbiamo (più) ed altri hanno certamente. Infatti, mi sono reso conto che l’italiano medio non crede più a nulla.

Inoltre, possiamo pure dire che con un livello di scolarizzazione tra i più bassi d’Europa, una certa ignoranza diffusa, una certa incapacità ad affrontare un mondo sempre più complesso, sono questioni all’ordine del giorno che non si possono risolvere con facili prediche o con ricette semplicistiche. Lo sforzo, infatti, dovrebbe essere compiuto da tutti secondo la logica per cui “o ci solleviamo tutti o cadremo uno alla volta”.

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