Piccolo mondo antico-Note filologiche.

Piccolo mondo antico-Note filologiche
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di Sergio Mauri

Iniziamo da un manoscritto: Piccolo mondo antico, di Antonio Fogazzaro. La prima pubblicazione è del 1895, princeps in linguaggio tecnico.

Abbiamo diversi tipi di edizioni: edizioni commentate scolastiche e edizioni commentate per il grande pubblico.

Il grado di progettazione scientifica è alla base della pubblicazione.

I° criterio: il testo pubblicato. Parto dal manoscritto? Non succede di norma. Solo nell’edizione critica abbiamo il confronto tra manoscritto/dattiloscritto e la prima edizione di pubblicazione del testo.

[collazionare: mettere a confronto].

Fogazzaro muore nel 1911. Le pubblicazioni si riconducono all’ultima edizione e sui manoscritti e sulle varianti dal 1895 al 1911.

Il Diario segreto di D’Annunzio (uno zibaldone di pensieri) non è mai stato pubblicato in edizione critica. Abbiamo un’edizione cartografica del manoscritto.

Zanetti è un grande commentatore di D’Annunzio. Un’opera scientifica da un commento rispetto a tutta la critica che c’è stata prima.

Appartenere a una scuola: storicismo, attenzione alla storia; strutturalismo, attenzione alla costruzione del testo…il testo vive quando il lettore lo comprende (linguaggio, figure retoriche, costruzioni sintattiche).

Il commento scolastico o scientifico è influenzato dal tempo. Nulla è eterno, tutto cambia. Ci sono poi delle scuole di pensiero che pubblicano solo testo senza note. Ma, dice Eco, sarebbe una lettura superficiale.

Eco dice che il testo ha quattro attori: l’autore ideale, l’autore reale, il lettore ideale, il lettore reale. Questi attori devono stipulare un patto. Il lettore reale quando riesce a capire l’autore ideale e l’autore reale il lettore ideale, si ha comprensione del testo. Quindi: lettore con competenze (reale) che può capire l’autore ideale (l’implicito, cioè il suo non detto). Solo così il lettore reale ha compreso il testo.

Si tratta del commento interpretativo che ci fornisce delle chiavi per capire il non detto. Pure la biografia dell’autore è essenziale per capire il testo. Noi, tuttavia, veniamo da una scuola che ha posto l’accento sul testo. Le opere classiche, come quelle di Dante, sono opere che dicono qualcosa anche nel corso di secoli, diventano opere universali, poiché sono reinterpretate da tutti gli uomini nel corso dei secoli. La letteratura universale ci parla sempre: questi testi sono universali perché ancor oggi ci parlano.

Le edizioni critiche e quelle scientifiche sono totalmente diverse. L’edizione critica sta alla base di quella commentata.

Varianti genetiche: sono le differenze tra minuta, bella copia, stampa; sono la prima fascia delle varianti.

La seconda fascia è composta da varianti evolutive oppure editoriali. Nel caso di Fogazzaro, quelle tra il 1895 e il 1911, sono editoriali. Cosa succede quando un testo viene pubblicato? Nel Novecento si usava normare i testi. Normare significa scrivere un testo secondo le consuetudini dell’epoca. (I testi sono pensati per la lettura ad alta voce). Gli editori moderni mettono il testo sequenziale, togliendo il ritmo (esempio nel Fedra di D’Annunzio).

La scuola di Contini e Gibellini, della filologia interpretativa (edizione critica con le varianti), interpreta le varianti. Le varianti devono servire, altrimenti sono mute, inutili. Nell’edizione critica lo studioso prende in considerazione le varianti genetiche (anteriori al princeps), poi tutte le edizioni con l’autore in vita (evolutive o, di solito, editoriali). Solitamente si prendeva in considerazione la princeps. Se devo pubblicare qualcosa, lo faccio attraverso edizione critica o almeno di una presa di visione dei manoscritti.

Sergio Mauri
Autore: Sergio Mauri, Blogger. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d’Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.
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