L’estremismo dell’uomo medio ovvero lo stadio come valvola di sfogo.

Hooligans_of_Spartak_Moscow
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Noi non abbiamo un concetto chiaro di cosa sia la moderazione e, di converso, l’estremismo. Non ci sono (stati) solo gli estremismi di destra o di sinistra, con corollario di atti vandalici, c’è pure quello della fascia media che si presenta allo stadio o ad un concerto pop. I fatti che hanno visto succedere atti di violenza contro cose o persone possono esserne un esempio. In una situazione del genere, non si può fare altro che desiderare una figura paterna che riporti ordine e armonia.

Non escludo che tutto ciò sia opera di provocatori. Ma vado più a fondo. La partita di calcio o il concerto pop stimolano le energie degli spettatori e poi esigono che gli stessi siano solo spettatori e guardino gli altri che spendono energia. All’espropriazione del proprio corpo il pubblico può reagire in modo violento, incontrollato.

Nello sport (e in quella polis chiamata campo sportivo) la chiacchiera sportiva non ha nulla in comune con lo sport giocato che ne rimane il pretesto remoto. Parlare di sport senza farlo è non solo espropriare il proprio corpo, ma anche le proprie prerogative di uomo della polis politica, perché di fatto chi parla di politica fa già politica, al contrario di chi parla di sport senza praticarlo.

L’energia dello stadio, come quella del concerto, è energia dirottata. La vittima sportiva, docile strumento del potere, dirotta i propri istinti in riserve di caccia dove la sua rabbia è controllata. Questa violenza contro incolpevoli potrà essere usata al momento opportuno: gli stadi sono una riserva di energia per ogni dittatura che sappia offrire un oggetto d’amore altrettanto mitico e inconsistente del gioco non giocato.

Come per le squadre di calcio, anche l’industria del disco ha irregimentato la spontaneità originaria restituendoci oggetti prefabbricati. Anche in un Palalido si riproduce il rapporto disumano tra una platea che non può partecipare ed essere come i personaggi industrializzati che danno lo spettacolo di una liberazione impossibile. Campo sportivo e Palalido sono luoghi di rappresentazione fittizia, dove non ci si riappropria di nulla di concreto.

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