Leggere l’orario ferroviario di 40 anni fa.

Asse euroamericano
Asse euroamericano

Comporta dei problemi. I treni non passano più in quegli orari. Non puoi prenderne nemmeno uno.

Il mondo si stà riconfigurando ad una velocità “supersonica” e Donald Trump non è un caso malevolo del destino, ma un utile elemento della riconfigurazione stessa. Pochissimi vogliono confrontarsi su queste cose. Pensano di eleggere qualcun altro che non potrà fare un cazzo, ma solo accompagnare i cambiamenti, visto che le cose stanno al di fuori delle possibilità di controllo per un singolo paese, figuriamoci per un cazzo di partito. Il pallino c’è l’ha in mano il capitale multinazionale e, per poter influire in qualche modo sul corso degli eventi, bisogna sviluppare una forza almeno simile se non pari all’avversario che si vuole sconfiggere! Anche chi dice di fare opposizione, molto spesso, continua a vivere nel proprio torpore.

Europa e Stati Uniti, l’asse occidentale, stanno implementando – in maniera asimmetrica, in corrispondenza alle loro tradizioni storiche – una serie di misure atte a consolidare i rapporti sociali in favore delle multinazionali e dei governi e contro i lavoratori e i consumatori.

I neonazisti e le destre varie al di quà e al di là dell’oceano, sono i soliti “utili idioti di complemento”, la bassa forza con cui spingere e conclamare le “nuove” relazioni sociali. Poiché è chiaro che sarà molto complicato fare a meno delle “razze” o dei paesi “inferiori” con cui si lavora e commercia, ma si potrà creare una divisione “identitaria” (c’è già!) tra “nativi” e “stranieri”. Illudendo gli “autoctoni” di poter godere di vantaggi e privilegi solo per essere nati in un certo posto ed avere la pelle bianca.

Questa cosa non si ferma qui, con buona pace di tutti i “democratici responsabili” che vivono nella nostra società, ma proviene da lontano (dagli anni ’70) e va lontano (per ancora 30/40 anni di sicuro). I “democratici responsabili” se ne stanno per lo più a guardare e a giocare col fuoco.

La questione è che siamo dentro un processo globale e storico inarrestabili. A chi non piace questo sistema resta da traghettare – decentemente – la propria cultura altra, verso tempi migliori, non esimendosi dall’educare chi gli stà attorno.

 

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