La rivoluzione industriale.

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La prima rivoluzione industriale viene fatta coincidere, tradizionalmente, con il processo di profonda trasformazione della vita economica che coinvolse prima l’Inghilterra e poi l’intera Europa tra il 18° e il 19° secolo. Il tratto fondante di questo processo fu il decollo dell’industrializzazione nei settori tessile e metallurgico in particolare, i cui tratti caratteristici furono l’affermazione della fabbrica come luogo privilegiato dell’attività produttiva, l’utilizzo delle macchine su larga scala e la separazione tra capitale e lavoro, cioè la diffusione del lavoro salariato.

Un tale tipo di trasformazione epocale, come fu la prima rivoluzione industriale, non può che farsi risalire ad un molteplice ordine di cause tra le quali dobbiamo segnalare almeno: l’invenzione della macchina a vapore e il progresso tecnologico generale; il momento florido del commercio estero inglese (disponibilità di capitali ed incremento della domanda); la crescita della produttività dell’agricoltura inglese, tanto che si può parlare di rivoluzione agricola.

Il concetto di rivoluzione industriale viene utilizzato ad indicare altre due fasi di profonda innovazione nella vita economica mondiale e non solo europea. La seconda rivoluzione industriale prese il via con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. A partire dalla seconda metà del 19° secolo le nuove fonti energetiche consentirono una produttività superiore a quella concessa dalle macchine a vapore, determinando un ulteriore sviluppo dell’industria in nuovi campi, allora sconosciuti come quello automobilistico, aeronautico e telefonico, nonché una crescita sensibile delle dimensioni delle aziende e del loro impatto sul mercato. Tali trasformazioni incisero anche sul mondo culturale, in particolare per quanto riguarda il pensiero politico: vedi il Capitale di Karl Marx.

La terza rivoluzione industriale legata soprattutto al settore dei servizi e della comunicazione che portò alle novità epocali riscontrabili nei campi dell’elettronica, dell’informatica e della telematica, a partire dagli anni ’50 del 20° secolo. L’automazione e le tecnologie informatiche  stanno infatti sviluppandosi permettendo alle aziende di rivolgersi ad un mercato senza confini (vedi la globalizzazione), riducendo – tuttavia – al tempo stesso il numero degli operai.

La quarta rivoluzione industriale, quella dei supercomputer portatili e disponibili ovunque, dei robot intelligenti, dei veicoli autonomi e dell’aumento delle capacità cerebrali grazie alla neuro-tecnologia. Abbiamo anche la scrittura del codice genetico. Una nuova trasformazione che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo.

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