La Rivoluzione inglese.

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La prima rivoluzione-guerra civile.

Fin dall’inizio del proprio governo (1625) il re d’Inghilterra Carlo I°, dimostrò inequivocabili tendenze assolutiste, arrivando a sciogliere il parlamento nel 1628, imponendo un regime fiscale repressivo e una politica religiosa contrari agli orientamenti della maggioranza dei sudditi. La questione religiosa ebbe un forte rilievo, poiché di fronte ai tentativi di far prevalere l’anglicanesimo ci furono delle rivolte in Scozia ed Irlanda. Il parlamento venne riconvocato e immediatamente sciolto una prima volta nel maggio del 1640 (parlamento corto) e poi di nuovo nel novembre dello stesso anno (parlamento lungo, che non si scioglierà fino al 1660).

Fu nella guerra civile tra monarchici e parlamentari, guidati dal puritano Oliver Cromwell, che esplosero le tensioni. I parlamentari ebbero la meglio, Carlo fu giustiziato il 30 gennaio 1649. L’Inghilterra fu trasformata in repubblica (Commonwealth) e, dopo la repressione della rivolta cattolica in Irlanda, in dittatura, sotto la guida di Cromwell (che morì nel 1658).

La seconda rivoluzione-“Gloriosa Rivoluzione”.

Dopo la morte di Cromwell, in Inghilterra sotto i re Carlo II° (1660-1685) e Giacomo II° Stuart era stata restaurata la monarchia e con questa la Camera dei Lord e la Chiesa anglicana, tolte di mezzo nel 1649. Giacomo II°, cattolico e sospetto di sentimenti assolutisti, entrò ben presto in conflitto sia con l’aristocrazia terriera (tory) che con la grande borghesia urbana (whig), ovvero le due grandi forze politiche inglesi che decisero di chiamare al trono d’Inghilterra Guglielmo II° di Nassau, statolder d’Olanda e marito di Maria, figlia di Giacomo II°.

Ormai abbandonato da tutti in patria, questi fuggì in Francia, dove visse fino al 1701, protetto da Luigi XIV. Guglielmo II°, sbarcato in Inghilterra con un piccolo esercito, ottenne la corona senza incontrare grosse opposizioni. Egli riconobbe al parlamento ampi diritti in materia legislativa (Bill of Rights, 1689), istituendo così di fatto una vera e propria monarchia costituzionale.

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