Francesco Petrarca.

Francesco_Petrarca
Francesco_Petrarca

BIOGRAFIA.

NASCE AD AREZZO NEL 1304 DA UNA FAMIGLIA DI ESULI FIORENTINI APPARTENENTE ALLA FAZIONE DEI BIANCHI. HA I PRIMI RUDIMENTI DI RETORICA E GRAMMATICA NEI PRESSI DI AVIGNONE DOVE LA FAMIGLIA SI ERA TRASFERITA NEL 1312. SI LAUREA IN LEGGE A BOLOGNA. RIENTRA POI AD AVIGNONE DEDICANDOSI ALLA VITA MONDANA E ALLA POESIA. IL 6 APRILE 1327 NELLA CHIESA DI SANTA CHIARA IN AVIGNONE INCONTRA LAURA PER LA PRIMA VOLTA, INNAMORANDOSENE. A QUESTO AMORE È DEDICATO L’INTERO “CANZONIERE”.

INQUADRAMENTO STORICO.

REGIME SIGNORILE IN ITALIA; GRANDI MONARCHIE NAZIONALI ALL’ESTERO.

PETRARCA VIVE NEL 14° SECOLO, UN SECOLO DI TRANSIZIONE. INTORNO A LUI NULLA È PIÙ STABILE E SICURO. I SUCCESSI NELLE CONQUISTE CULTURALI DEL SECOLO PRECEDENTE E L’APPORTO DI NUOVE LEVE DI INTELLETTUALI AVEVANO LASCIATO IL POSTO AD UNA DISPERSIONE DELLE FORZE CHE AVEVA GENERATO UNA CERTA ENTROPIA NEL MONDO CULTURALE. ALLA CRISI DEI POTERI UNIVERSALI SI SOMMAVANO GLI SCONTRI DI INTERESSI INTERCOMUNALI E NIENTE STAVA COLMANDO IL RELATIVO VUOTO DI POTERE. LA RICCHEZZA ERA AUMENTATA INSIEME AD UN SENTIMENTO DI PROVVISORIETÀ E DI INGIUSTIZIA. DA UNA PARTE SI È ORGOGLIOSI DELLA VITA FASTOSA E RAFFINATA, DALL’ALTRA CI SI SCONTRA CON LO STRAVOLGIMENTO DEI VALORI, RAPPRESENTATO FONDAMENTALMENTE DAL DENARO. IL PASSAGGIO DALLE STRUTTURE COMUNALI AL DOMINIO ASSOLUTO DI UN SIGNORE SPEGNE LA DINAMICA DEMOCRATICA E PROVOCA IL DISTACCO DI MOLTI CITTADINI DALLA VITA PUBBLICA. LA CRISI DELLE STRUTTURE MILITARI PROVOCA IL DECLINO DEI VALORI DI CORAGGIO, FORZA, ABILITÀ, DI ONORE CHE ERANO TUTTAVIA PASSATI DAL MONDO MEDIEVALE A QUELLO COMUNALE. MENTRE DANTE RIFIUTAVA IL MONDO A LUI CONTEMPORANEO RIFUGIANDOSI IN UNA SPLENDIDA UTOPIA, PETRARCA NEL MONDO A LUI CONTEMPORANEO CI È IMMERSO E NE VIVE TUTTE LE CONTRADDIZIONI. PETRARCA È COSCIENTE DELLA PROVVISORIETÀ CHE LO CIRCONDA. LA CIFRA INDIVIDUALE DEL PETRARCA È INTRISA DI DISSIDI, LA SUA IDEOLOGIA È QUELLA DI UNA CRISI PERMANENTE. I DISSIDI PERSONALI ED INTELLETTUALI FRA LA FINE DELLA COSCIENZA COMUNALE E L’ASPIRAZIONE AD UNA PATRIA. DISSIDIO FRA L’ASPIRAZIONE AD UNA PATRIA, L’ESALTAZIONE PER L’IMPRESA DI COLA E IL SUO PERSONALE CONCETTO DI LIBERTÀ; FRA QUEST’ULTIMO E IL SUO DESIDERIO DI GLORIA E LA COSCIENZA DELLA FUGACITÀ DELLE COSE TERRENE; FRA IL SENSO DELL’APPROSSIMARSI DELLA MORTE E L’AMORE PER LAURA; FRA L’ETERNO A CUI SI ASPIRA E IL CONTINGENTE DI CUI SI VIVE.

CHI ERA LAURA?

NON LO SAPPIAMO. È STATO ANCHE MESSO IN DUBBIO CHE ESISTESSE DAVVERO E CHE FOSSE UN NOME ALLEGORICO CHE ALLUDESSE ALLA SUA ASPIRAZIONE ALLA GLORIA. LAURA, ESISTESSE O MENO, È SENZA DUBBIO IL MITO CENTRALE NEL QUALE CONFLUISCONO TUTTE LE COMPONENTI DEL MONDO PETRARCHESCO. LAURA È IL MEZZO PER CONCRETIZZARE LIRICAMENTE GLI STATI D’ANIMO DEL POETA. NEL CANZONIERE SI PRESENTA COME UN LUNGO SOLILOQUIO INTORNO AD UNA PASSIONE DURATURA, PREPOTENTE ED ESCLUSIVA; UN’INTERROGARSI SOLO DENTRO SÉ STESSO CHE PERÒ NON VUOL DIRE RIDURRE IL RAGGIO SU CUI LA POESIA ESERCITA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENSIONE. SI TRATTA INVECE DI UNA TRADUZIONE IN SIMBOLI POETICI DI UNA CRISI STORICA.

IL PERIODO MONDANO.

ATTRAVERSO LA SUA ATTIVITÀ LETTERARIA IN VOLGARE ENTRA NELLA CERCHIA DELLA FAMIGLIA COLONNA. RITORNATO AD AVIGNONE ENTRA AL SERVIZIO DEL CARDINALE GIOVANNI COLONNA, FRATELLO DEL VESCOVO. DA QUESTO MOMENTO PETRARCA INIZIA A VIAGGIARE PER SODDISFARE LA SUA VOGLIA DI CONOSCENZA E IL SUO BISOGNO DI STIMOLI. DAL 1337 SI RITIRA IN UNA SOLITARIA CASETTA IN VALCHIUSA SULLE RIVE DELLA SORGA. VIENE INCORONATO POETA NEL 1341 IN CAMPIDOGLIO, DOPO AVER SOSTENUTO UN ESAME ALLA CORTE DI ROBERTO, RE DI NAPOLI.

GLI ULTIMI ANNI.

PETRARCA LASCIA VALCHIUSA E TORNA IN ITALIA. È OSPITE PRESSO VARI SIGNORI. MUORE AD ARQUÀ, SUI COLLI EUGANEI, IL 19/7/1374.

LA CRISI.

ESSA SI SNODA – FONDAMENTALMENTE – FRA 2 EVENTI: LA MORTE DI LAURA E IL FALLIMENTO DELL’IMPRESA DI COLA DI RIENZO CHE È L’EVENTO CHE LO SEGNA DI PIÙ. A QUESTI EVENTI SI AGGIUNGE QUELLO DELLA MONACAZIONE DEL FRATELLO GHERARDO. STRINGE ANCHE AMICIZIA COL BOCCACCIO. MUOIONO MOLTI SUOI AMICI (OLTRE A LAURA) A CAUSA DELLA PESTE (1348). SCRIVE IL “SECRETUM”, IL SUO LIBRO INTIMO.

IL CULTO DELL’ANTICHITà.

PER PETRARCA IL MONDO CLASSICO È UN MODELLO ETERNO DI VALORI UMANI E CULTURALI. PER DARE FORZA A QUESTE IDEE DIVENTA UN VERO E PROPRIO OPERATORE CULTURALE. È INNOVATORE E CORTIGIANO ALLO STESSO TEMPO ED IL SUO MODELLO DI INTELLETTUALE DIVENTA UNO SCHEMA PERFETTO, MA A RISCHIO DI CONTENUTI.

DI QUASI NESSUNA DELLE OPERE LATINE DEL PETRARCA SI PUÒ STABILIRE CON ESATTEZZA LA DATA DI COMPOSIZIONE, MA, SE VA BENE, SOLO LA DATA D’INIZIO. QUESTO PERCHÉ IL POETA RIELABORÒ E CORRESSE LE SUE OPERE PER TUTTA LA VITA. ESSE SI INTECCIANO, QUINDI, CON IL “CANZONIERE”.

DALLE OPERE IN LATINO SI HA L’ELABORAZIONE INTELLETTUALE DEL PATRIMONIO DI IDEE DEL TRAVAGLIO DEL SUO SECOLO. PETRARCA È CULTORE DELL’ANTICHITÀ CLASSICA CHE SI PRECISA NELL’ “AFRICA” E NELLE OPERE ISPIRATE ALL’IDEALE UMANISTICO: IL “DE VIRIS ILLUSTRIBUS” E IL “RERUM MEMORANDARUM LIBRI”.

OPERE PRINCIPALI.

CULTO DELL’ANTICA ROMA. 

AFRICA È UN POEMA IL CUI MODELLO È VIRGILIO, CHE SI COMPONE DI 9 LIBRI IN ESAMETRI LATINI CHE NARRA L’IMPRESA DI SCIPIONE CONTRO CARTAGINE. IL POEMA È INCOMPLETO. OLTRE ALL’AMMIRAZIONE PER L’ANTICA ROMA E PER LA SUA GRANDEZZA, SI AGGIUNGE ANCHE UN ULTERIORE MOTIVO DELL’IDEOLOGIA PETRARCHESCA: LA FUGACITÀ DELLA GLORIA E DI TUTTI I BENI TERRENI. LA MORTE SANIFICA TUTTE LE NOSTRE ANSIE E AMBIZIONI.

DE VIRIS ILLUSTRIBUS. ANCHE QUI C’È IL TEMA DELLA GRANDEZZA DI ROMA. IN QUEST’OPERA EGLI RACCOGLIE UNA SERIE DI BIOGRAFIE DI ILLUSTRI ROMANI DA ROMOLO A CESARE. ANCHE QUI SI COLGONO LE RIFLESSIONI SULLA CADUCITÀ UMANA E DI CARATTERE ESCATOLOGICO.

RERUM MEMORANDARUM LIBRI. ANCHE ESSI INCOMPLETI, COMPOSTO DA 4 LIBRI RAGGRUPPATI SECONDO EPISODI E ANEDDOTI IN CUI SI SAREBBERO AFFERMATE CERTE VIRTÙ.

L’IDEALE DELLA VITA SOLITARIA.

DE VITA SOLITARIA.     DE OTIO RELIGIOSO.

TRATTATO IN 2 LIBRI. ENTRAMBE LE OPERE NASCONO DA UN’ESIGENZA DI RIPIEGAMENTO RELIGIOSO E AFFRONTANO IL TEMA ASCETICO DEL SUPERAMENTO DEI BENI MONDANI, SENTITO PIÙ COME NOSTALGIA IRREALIZZABILE DI PUREZZA E DI QUIETE CHE NON COME CONQUISTA. IL TEMA DI FONDO DEI 2 TRATTATI È QUELLO DELLA LIBERTÀ NEL SENSO PETRARCHESCO DI UNA VITA LIBERA DA FASTIDI E CURE QUOTIDIANE A CUI DEVE SOTTOSTARE IL CITTADINO.

CONTRASTO FRA IDEALE UMANISTICO E LA FEDE

SUPERIORITà DELLE SCIENZE MORALI SU QUELLE NATURALI

(DELL’ETICA SULLA SCIENZA)

BUCOLICUM CARMEN. RACCOLTA DI 12 EGLOGHE, DOVE SI RITROVA AL CENTRO DEL DISCORSO IL CONFRONTO TRA L’IDEALE UMANISTICO E LA FEDE RELIGIOSA.

INVECTIVE CONTRA MEDICUM. PETRARCA RISPONDE A DEI MEDICI CHE LO ACCUSANO DI DISINTERESSE PER I PROBLEMI SCIENTIFICI (IL POETA NEGA AUTENTICO VALORE CONOSCITIVO ALLA FILOSOFIA NATURALISTICA). SECONDO PETRARCA SOLO LA SPECULAZIONE SULL’UOMO È VERA FILOSOFIA. SECONDO PETRARCA LA LETTERATURA E LA POESIA IN PARTICOLARE SONO UTILI ALL’UOMO PER CONOSCERE SÉ STESSO E SONO UN ANTIDOTO ALLE ATTIVITÀ PRATICHE RIVOLTE A FINI DI LUCRO.

PETRARCA PONE PER PRIMO LA DIFFERENZA TRA LE DISCIPLINE UMANISTICHE E QUELLE SCIENTIFICHE. PETRARCA SOSTIENE CHE NELLA CULTURA HA RILIEVO CIÒ CHE L’UOMO FA: LE LETTERE, LA STORIA, LA POESIA. QUINDI CIÒ CHE FA L’UOMO, CIÒ CHE È OGGETTO DEL SUO STUDIO, È DISCIPLINA UMANISTICA. L’UOMO CHE STUDIA LA SUA STESSA CREATURA. MENTRE GLI ASPETTI CHE RIGUARDANO IL CREATO, COME QUELLI “NATURALISTICI”, NON SONO DISCIPLINE UMANISTICHE. E SONO CONSIDERATE NON RILEVANTI. SE L’UOMO È CREATURA DIVINA, FATTA A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA, L’UOMO STUDIANDO CIÒ CHE CREA AD IMITAZIONE DEL DIVINO, SI AVVICINA A DIO. DIVERSAMENTE, STUDIARE CIÒ CHE L’UOMO NON HA FATTO È TUTTO RELEGATO AD INUTILI ATTIVITÀ

DE SUI IPSIUS MULTORUM IGNORANTIA. IN QUESTO CASO EGLI SCRIVE CONTRO 4 FILOSOFI AVERROISTI CHE LO AVEVANO DEFINITO “BUON UOMO, ANZI OTTIMO, MA ILLETTERATO E AFFATTO IDIOTA”. QUI IL PETRARCA INDICA I LIMITI DI UNA FILOSOFIA DISPERSA IN INUTILI CONCLUSIONI QUALI IL CONOSCERE LA NATURA DELLE COSE E SIMILI. SECONDO IL POETA SONO L’ETICA E GLI STUDI LETTERARI A CONTRAPPORSI ALLA FILOSOFIA SCOLASTICA IMPERSONATA DAL CULTO DI ARISTOTELE.

LA QUESTIONE DELLA FELICITà.

DE REMEDIIS UTRIUSQUE FORTUNAE. IN QUEST’OPERA IN UNA SERIE DI DIALOGHI TRA RAGIONE, GAUDIO E SPERANZA E FRA RAGIONE, DOLORE E TIMORE SI DANNO CONSIGLI SUL MODO DI COMPORTARSI NELLA BUONA E CATTIVA SORTE. SEMPRE SUL TEMA ABBIAMO POI LE EPISTOLE METRICAE (66 EPISTOLE IN ESAMETRI, RACCOLTE IN 3 LIBRI); I  PSALMI PENITENTIALES; L’ITINERARIUM SYRIACUM; LE INVECTIVE.

L’UMANESIMO.

LE EPISTOLE SONO LO STRUMENTO ATTRAVERSO IL QUALE REALIZZARE IL TIPO DI UOMO ED INTELLETTUALE, UMANISTA, MA ANCHE ATTEGGIATO ED IDEALIZZATO. SU QUESTO ESEMPLARE DI LETTERATO SI MODELLERANNO NEL CORSO DEI SECOLI GLI UMANISTI. IL LETTERATO CON LA SUA RICCHEZZA UMANA, LA SUA FEDE NELLA CULTURA E IL SENTIMENTO DELLA VIRTÙ, LE POSE DI SOLENNE E VIRILE DIGNITÀ SONO L’IMMAGINE AFFIDATA ALL’EPISTOLA AUTOBIOGRAFICA POSTERITATI.

LA CONFESSIONE INTIMA.

SECRETUM METTE A NUDO L’ANIMA DEL POETA ED È LA CHIAVE PER PENETRARE NEL SUO SEGRETO. SI TRATTA DI UN DIALOGO IN 3 LIBRI FRA PETRARCA E SANT’AGOSTINO A CUI ASSISTE SENZA PARLARE LA VERITÀ. SANT’AGOSTINO È SCELTO COME INTERLOCUTORE PER L’EVIDENTE CAPACITÀ D’INTROSPEZIONE MOSTRATA NELLE CONFESSIONI. IL SANTO RAPPRESENTA QUI L’ALTRA FACCIA DEL PETRARCA PECCATORE, QUELLA ALTA E NOBILE CUI EGLI TENDEVA. IL SANTO – DUNQUE – METTE A NUDO LA MALATTIA SEGRETA DELL’AUTORE, UNA MALATTIA DELLA VOLONTÀ PER LA QUALE L’AUTORE NON È VERAMENTE CAPACE DI VOLERE I SUPERIORI BENI ETERNI RISPETTO A QUELLI CONTINGENTI E MONDANI.

IL CANZONIERE.

IL CANZONIERE (INTITOLATO DAL PETRARCA RERUM VULGARIUM FRAGMENTA È COMPOSTO DA 366 COMPONIMENTI CHE VANNO DAL 1330 FINO AGLI ULTIMI ANNI DEL POETA: 317 SONETTI, 29 CANZONI, 9 SESTINE, 7 BALLATE, 4 MADRIGALI. LA FORMA METRICA È QUELLA DEL SONETTO (14 VERSI, 2 QUARTINE, 2 TERZINE DI ENDECASILLABI) CON SCHEMA DI RIME ABBA, ABBA, CDE, CDE. L’OPERA È DIVISA IN 2 GRANDI PARTI: IN VITA E IN MORTE DI MADONNA LAURA. NON TUTTE LE RIME SONO DI CARATTERE AMOROSO, VE NE SONO ALCUNE POLEMICHE CONTRO LA CURIA AVIGNONESE; ALTRE SONO DI CARATTERE POLITICO (“ITALIA MIA” E “SPIRTO GENTIL”); ALTRE DI ARGOMENTO VARIO (PER LA MORTE DI SENNUCCIO DEL BENE, DI CINO DA PISTOIA). LO SGUARDO COME ELEMENTO DI SEDUZIONE E AMORE.

I TRIONFI.

ANCHE I TRIONFI CORRISPONDONO AD UNA ESIGENZA DI ORGANICITÀ. SONO INCOMPIUTI, COMPOSTI IN TERZINE AD IMITAZIONE DELLA COMMEDIA DANTESCA. QUI IL POETA FINGE DI CONTEMPLARE IN VISIONE IL TRIONFO DI AMORE, DELLA PUDICIZIA, DELLA MORTE, DELLA FAMA, DEL TEMPO, DELL’ETERNITÀ. LA MATERIA DEI TRIONFI È TUTTA NEL CANZONIERE: LA POTESTÀ DI AMORE, LA PUDICIZIA DI LAURA, LA MORTE SOPRAVVENIENTE, IL DESIDERIO DI FAMA, LA MEDITAZIONE SULLA VANITÀ DI QUESTA E SULLA FUGA DEL TEMPO, IL RIFUGIARSI NEL PENSIERO DELL’ETERNITÀ. QUESTA MATERIA, NEL CANZONIERE, CI SI PRESENTAVA IN MANIERA CONTRADDITORIA, RICCA DI DUBBI, DI PERPLESSITÀ, CONFLITTI. NEI TRIONFI INVECE CI È PRESENTATA DAL POETA COME SE FOSSE RIUSCITA A STABILIRE UN EQUILIBRIO INTERNO; DI QUI IL FALLIMENTO DEI TRIONFI E LA SUA IMPOETICITÀ. L’UNICO BRANO DI GRANDE POESIA SI HA QUANDO PETRARCA PARLA DI UNO DEI SUOI MOTIVI: LA MORTE ED IN PARTICOLARE DI QUELLA DI LAURA. MORIRE È UNO “SCIOGLIERSI”, UN “SOSPIR BREVE”, NON UNO STRAPPO, UNO SCHIANTO, MA RIPOSO. NON VIOLENZA, MA L’ATTUARSI FATALE, SENZA SCOSSE, CON DOLCEZZA, DELLA SUPREMA LEGGE DI NATURA. È IL TRAPASSO SOGNATO DAL PETRARCA.

IL NUOVO CONCETTO DI LIBERTà.

ESSO CONSISTE NELLA LIBERTÀ DELL’INTELLETTUALE DI ATTENDERE AI PROPRI STUDI, LONTANO DAI FASTIDI, DALLE NOIE, DALLE OCCUPAZIONI E PREOCCUPAZIONI DELLA VITA PRATICA. I CONCETTI DI LIBERTÀ POLITICA E CIVILE NON FANNO PIÙ PRESA SULL’ANIMO DI PETRARCA. UNA VOLTA ASSICURATA LA POSSIBILITÀ DI STUDIARE, MEDITARE, CONTEMPLARE E CREARE, L’UOMO PRATICO DEVE PUR ADATTARSI AI TEMPI E SOPPORTARE I PRINCIPI E REALIZZARE CHE DAPPERTUTTO NON CI SONO CHE TIRANNI E LO STESSO POPOLO È UN TIRANNO. CON PETRARCA QUINDI SCOMPARE TOTALMENTE L’INTELLETTUALE COMUNALE, LEGATO ORGANICAMENTE ALLA SUA REALTÀ STORICO-SOCIALE. LA SUA MODERNITÀ CONSISTE NELL’AVER CHIUSO DEFINITIVAMENTE CON IL CONNUBIO INSTABILE DI ELEMENTI PER AVERNE PRIVILEGIATO UNO SOLTANTO, QUELLO DEL LETTERATO, DELL’UOMO DI CULTURA CHE VIVE DELLA SUA INTELLIGENZA E DEL SUO STUDIO.

L’IMPRESA DI COLA DI RIENZO.

PETRARCA FU PROFONDAMENTE INFLUENZATO E COLPITO DALL’IMPRESA DI COLA DI RIENZO NEL SUO PROGETTO DI RIPORTARE LA “CITTÀ ETERNA” AL CENTRO DELL’ITALIA E DELL’EUROPA. PETRARCA, PER SOSTENERE COLA, SI MOSSE DA AVIGNONE, ANCHE SE POI EBBE DEI DUBBI SULLA POLITICA DI COLA ED I SUOI ATTEGGIAMENTI, PRELUDIO DELLA SUA RIVOLUZIONE POLITICA. PETRARCA IN COLA AMMIRAVA L’IDEA DELLA RESTAURAZIONE DELL’IMPERO ROMANO RINVERDENDONE LE ANTICHE ISTITUZIONI REPUBBLICANE. IN COLA IL POETA INTRAVEDE L’IDEA DELL’AUTONOMIA DELLA POLITICA DALLE VARIE SIGNORIE. È, INOLTRE, CONSAPEVOLE DEL SIGNIFICATO DELLO SVILUPPO DELLE SIGNORIE. IN VIRTÙ DI QUESTA COSCIENZA EGLI ABBANDONA OGNI RIMPIANTO PER LA DINAMICA DEMOCRATICA DEL COMUNE E SI RENDE DISPONIBILE NEI CONFRONTI DI VARI SIGNORI.

DA QUI NASCE LA “CANZONE D’ITALIA”. LE IDEE MATURATE DAL POETA NON SONO SOLO IL FRUTTO DI UNA SUA PERSONALE ELABORAZIONE, MA GLI VENGONO SUGGERITE DALL’EVOLUZIONE DEI TEMPI.

SUPERAMENTO DELLA MENTALITà COMUNALE.

PETRARCA NON È LEGATO A NESSUNA CITTÀ. SI RENDE CONTO CHE IL COMUNE PER COME SI ERA AFFERMATO NEL SECOLO PRECEDENTE È ORMAI SUPERATO DALLA STORIA. TUTTAVIA, NON RIESCE A SOSTITUIRE AL CONCETTO CORPORATIVO DEL COMUNE QUELLO NAZIONALE DI STATO. È CONSAPEVOLE CHE UN ACCORDO FRA I VARI SIGNORI GARANTIREBBE L’AUTONOMIA POLITICA DELL’ITALIA. NE DISCENDONO 2 CONSEGUENZE:

  1. LA NECESSITÀ DELLA PACE PER COSTRUIRE UN ORDINE NUOVO

  2. IL DISTACCO DEL POLITICO DAL VINCOLO PATRIOTTICO E IL SUO CONFIGURARSI COME TECNICO AL SERVIZIO DI QUESTO O QUEL PRINCIPE.

IL PRIMATO DELL’ITALIA.

IN PETRARCA È IMPORTANTE L’IDEA DEL PRIMATO ITALIANO LEGATO ALLA TRADIZIONE DELL’IMPERO ROMANO COME TENDENZA A RESTAURARE IL MONDO CLASSICO NELLA SUA FISIONOMIA STORICA. IDEA CHE PREANNUNCIA L’UMANESIMO.

STILE E CONTENUTI.

MONOLINGUISMO VS. PLURILINGUISMO IN DANTE.

NARCISISMO ATTRAVERSO CUI EGLI RITIENE CHE IL SUO IO SIA LA SEDE PRIVILEGIATA E COMPLETA PER RISOLVERE I PROBLEMI ESISTENZIALI.

USO DELL’IMPERFETTO.

PETRARCA RIPRENDE ALCUNI ELEMENTI DELLO STILNOVISMO. ELEMENTI DELLA POESIA STILNOVISTICA IN PETRARCA: IL LUOGO DELIZIOSO E L’ANGELICAZIONE DELLA DONNA. PETRARCA PERÒ LI MODIFICA ENTRAMBI. IL PAESAGGIO NEL CANZONIERE NON COSTITUISCE UN SEMPLICE SFONDO STATICO ALLA VICENDA, MA È SEMPRE COMPENETRATO DELLA PRESENZA UMANA E IN DIALOGO CON L’INTERIORITÀ DEL POETA.

LA DONNA DELLO STILNOVO ERA UN MEZZO DI ELEVAZIONE SPIRITUALE O PERSINO, IN DANTE, REALE DISPENSATRICE DELLA GRAZIA DIVINA: DATI DI CUI LAURA È PRIVA PROVOCANDO ANZI IL TURBAMENTO E IL TOTALE SPAESAMENTO DEL POETA.

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