Segnali di vita, da qualche parte/4.

Umani
Umani

Che cosa sta dimostrando sul piano sociale o se preferite civile questa pandemia?

Innanzitutto lo stato in cui versa l’apparato statale italiano. Non ottimale, viste le contraddizioni dei messaggi e delle notizie sull’argomento che sono uscite in queste settimane, dalle statistiche alle misure di contenimento. Per non dire poi della mancata distribuzione in tempi brevi, per la maggioranza della popolazione, di presidi di protezione. Un fallimento.

Ma che dire dei mass media che si prendono il diritto, mai criticati dalle istituzioni, di dire tutto e il contrario di tutto? Istituzioni che sembrano essere succubi di questo potere, come di tanti altri.

Il relativo fallimento dello Stato, tuttavia, non è grave come quello della società civile che ha dovuto aspettare la buona volontà dei cittadini cinesi per avere in omaggio qualche mascherina e, soprattutto, per vedere all’opera un po’ di quella tanto decantata auto-organizzazione sociale, all’interno delle libertà concesse dallo stato di diritto occidentale, che noi italiani non siamo stati in grado di esplicare. In Italia, è triste dirlo, non esiste più la solidarietà, né la sua organizzazione, sia tra coloro che sparlano di “prima gli italiani” che tra coloro che sparlano di “accoglienza”.

Finora è stato l’egoismo, il menefreghismo e l’ignoranza a farla da padrone, mitigati dall’impegno del personale sanitario che ha retto la “prima linea”. Ma fino a quando? Dobbiamo chiedercelo, visto che la situazione non è ancora in fase di risoluzione.

Che dire poi della politica? Io credo che, rispetto alle proposte di destra e di sinistra, il governo e addirittura il Papa, facciano una bella figura. L’irrazionalità speculativa della Lega e FdI da una parte e la pochezza di proposte dall’altro versante che va dal PD a quello che resta della “sinistra radicale”, ci spiegano perfettamente che tutti costoro non contano nulla e sono dei piccoli pesci che nuotano nel mare popolato dai “borghesi più ignoranti e dal popolo più arretrato d’Europa” (cit. Pasolini) nella speranza di essere legittimati a prendere in giro gli italiani fino a data da destinarsi.

Gli italiani, di tutto ciò dovrebbero rendersi conto, non andando più alle urne. Lo sciopero elettorale sarebbe la prima, anzi primissima iniziativa da prendere, ma dubito sarà presa. Tuttavia, le conseguenze di questa pandemia non sono immaginabili oggi, ma ben presto ce ne dovremo occupare.

Dobbiamo tenere a mente che fino a settembre circa saremo in condizioni di restrizione delle libertà e di sorveglianza sociale spinta e poi per ancora minimo un anno, navigheremo a vista senza realmente riprenderci dai postumi economici della pandemia. In quest’anno e mezzo possono accadere molte cose: cambi di governo, cambi di rotta economici, ulteriori restringimenti delle libertà personali e collettive, commissariamenti, turbolenze di piazza. Insomma, si apre una fase nuova, con tutti i pericoli e le opportunità del caso.