Cristiani, non porgete l’altra guancia!

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Sebbene per conoscenza personale e frequentazione, abbia sempre apprezzato gli italiani di religione ebraica, rimango allibito ogni qualvolta un rappresentante della comunità piuttosto che un pezzo grosso del governo di Tel Aviv, apre bocca. E non parlo solo di “falchi sionisti”, ma anche di ebrei di “sinistra”. Un caso di questi ultimi è quello di Gad Lerner, il quale, non trovava di meglio qualche tempo fa all’”Infedele” che propinarci puntate su puntate riguardanti il “pericolo islamista”, pericolo visto dall’angolo visuale del precipuo interesse israeliano, come se questo pericolo fosse nato dal nulla e non dalle continue frustrazioni alla giustizia di una intera comunità, quella palestinese.

Sono sinceramente riluttante a scrivere di questo argomento, ma lo schifo mi assale e uno sfogo liberatorio è dovuto. In generale, le dichiarazioni di israeliani o filoisraeliani sono continue provocazioni, operate da chi sa bene di rimanere impunito qualsiasi azione compia. Indubbiamente, l’accusa di antisemitismo rivolta ai detrattori delle azioni perpetrate dallo Stato d’Israele, sortisce l’effetto di bloccare o rendere molto difficile, qualsiasi critica.

Tanto più che l’accusa viene rivolta a coloro che in Occidente criticano l’azione israeliana, che guardacaso non sono le stesse persone che vogliono l’eliminazione fisica di quello Stato o che considerano gli ebrei “subumani” [mi riferisco a precise formazioni politiche molto attive, verso cui nessuno prende provvedimenti].

La criminalizzazione delle azioni di lotta dei palestinesi presuppongono che gli israeliani o gli ebrei della diaspora che si identificano totalmente nelle strategie della propria “Patria” non si comporterebbero male come dicono si stiano comportando i palestinesi. Soprattutto tenendo presente l’eventualità che qualcuno gli volesse sottrarre terre ed abitazioni.

O forse no? Mi ricordo una dichiarazione televisiva di Pacifici, elemento importante della comunità romana ed italiana, alcuni anni fa. Dichiarazione che mi fece temere il peggio. Sempre sul tema Israele/Palestina fu lui a dichiarare provocatoriamente “il fatto di porgere l’altra guancia è un problema di voi cristiani”. Un problema!

Spero nessun ebreo abbia il coraggio di lamentarsi di non essere compreso. Con argomentazioni di questo tipo, dubito ci possa essere la volontà di un dialogo; quel dialogo che essi sostengono di volere, ma che la loro cultura sembra contraddire.

In settembre, ogni anno, c’è il giorno di apertura delle comunità ebraiche verso le città di cui sono parte. Ebbene, ho dovuto ascoltare altre provocazioni da parte di un religioso che si scagliava contro i “cristiani”. Senza che nessuno reagisse comunque. Molti fra i presenti non erano cristiano-cattolici praticanti, ma il religioso sembrava disinteressarsene.

Alle accuse di antisemitismo sparse a piene mani contro tutti coloro che storcono il naso alle azioni di guerra e alla politica israeliane vorrei rispondere chiedendo come mai la classe dirigente ebraica, al sorgere del fascismo in Europa, lasciò soli i comunisti e le minoranze nazionali a combattere una guerra impari? Perché, invece di prendere le distanze da Mussolini, molti italiani di religione ebraica presero la tessera del Partito Nazionale Fascista?

Essi pagarono molto pesantemente questa leggerezza. Ma non possono continuare a rimuovere le proprie responsabilità incolpando altri di antisemitismo. Io a questo gioco non ci sto. Non porgo l’altra guancia!

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