Rivoluzione industriale, Restaurazione, Socialismo, Liberalismo, Democrazia.

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di Sergio Mauri

  • Rivoluzione industriale in Inghilterra a fine ‘700.
  • Tra il 1770 e il 1870 l’agricoltura come fonte di reddito viene superata dall’industria. I contadini diventano operai e le città si popolano. È il più grande mutamento dal Neolitico (8000 a.C) in cui l’uomo da raccoglitore e pescatore diventa agricoltore e allevatore.
  • La rivoluzione industriale è possibile in Inghilterra per: assenza di dazi interni, libertà politica ed economica, faciità dei trasporti, specializzazione delle colture, sviluppo dell’allevamento e diffusione delle recinzioni, urbanizzazione, colonialismo, materie prime sul suolo proprio (carbone e ferro), primato tecnico-scientifico.
  • Seguono il percorso dell’Inghilterra, il Belgio (1790), la Francia (1830), la Germania (1850), gli Stati Uniti (1850, il Giappone, la Russia e l’Italia (fine ‘800, primi ‘900).
  • Produzione tessile (cotone) 1770-1830; produzione siderurgica (ferrovie) dopo il 1830.
  • Intesa fra scienza e tecnica.
  • Macchinismo nel settore tessile: spoletta volante, telaio idraulico.
  • Necessità ed importanza delle conoscenze scientifiche. Ciò è particolarmente importante nella chimica piuttosto che nella meccanica, poiché la prima richiede conoscenze di studio approfondito.
  • Le conoscenze scientifiche sono fondamentali anche nella ricerca di nuove fonti energetiche.
  • La macchina a vapore è determinante per il decollo della rivoluzione industriale. Viene utilizzata in diversi settori: minerario, agricolo, trasporti, industriale.
  • L’industria inizialmente si autofinanzia attraverso i profitti ottenuti per mezzo di uno sfruttamento inumano della manodopera. Si sviluppa poi l’intervento delle banche e dello Stato. Si istituiscono le Borse.
  • Mentalità imprenditoriale collegata all’etica protestante, ma anche alla presenza di minoranze etniche che escogitano mezzi inusuali per la sopravvivenza economica..
  • enorme crescita della popolazione urbana e conseguente questione sociale: abitazioni, condizioni salariali e di lavoro.
  • Il luddismo è la forma di protesta violenta contro le macchine che distruggono antichi mestieri e riducono il lavoro.
  • La rivoluzione agricola (1800-1850) grazie alla liberazione dei contadini dai vincoli feudali, alla rotazione quadriennale, ai concimi artificiali, alle macchine agricole, all’aratro industriale e alle seminatrici. Diminuiscono gli addetti all’agricoltura, i prodotti vengono commercializzati, la campagna viene industrializzata.
  • Problemi connessi all’inquinamento prodotto dall’industria.
  • Rivoluzione demografica rispetto all’Antico Regime: diminuzione della mortalità e allungamento della vita media.
  • Restaurazione opposizioni: il Congresso di Vienna (novembre 1814-giugno 1815) mette fine con un grande compromesso alla Rivoluzione e agli strascichi rappresentati da Napoleone, riuscendo a garantire la pace in Europa per circa un secolo. Tuttavia, i cambiamenti sono ormai irreversibili e la Restaurazione può essere solo un compromesso fra i vari interessi, sia statali che di classe. Per la Gran Bretagna l’obiettivo è l’equilibrio tra i paesi del continente europeo. L’Austria era d’accordo con la visione britannica e cercava il rafforzamento in Italia e nei Balcani. La Prussia era debole e cercava di espandersi verso il Reno. La Russia intendeva estendere la propria influenza a Occidente. La Francia appoggiava il progetto di equilibrio inglese contro Prussia, Austria e Russia.
  • Il principio di nazionalità viene totalmente ignorato a vantaggio dei principi di equilibrio e legittimità.
  • La Francia perse tutte le conquiste fatte con la rivoluzione. Olanda, Prussia e Regno di Sardegna, rafforzati, diventano una cintura di contenimento della Francia.
  • La Russia ottiene 3/4 della Polonia; l’Austria perse il Belgio, ma controllò i Balcani e quasi tutta la penisola italica; il Regno Unito accrebbe il proprio impero coloniale; Spagna e Portogallo tornano ai Borboni e ai Braganza; la Svezia si unisce alla Norvegia.
  • Politica interna: in Francia torna il re, ma concede una Carta costituzionale e conserva l’ordinamento amministrativo napoleonico. In Austria: repressione di qualsiasi idea di nazione. In Russia e Prussia nessun cambiamento, solo continuità con la tradizione.
  • Politica estera: prevale il principio d’intervento, cioè qualsiasi insurrezione rivoluzionaria doveva essere subito repressa. Abbiamo 3 patti: la Santa Alleanza (Russia, Prussia, Austria); la Quadruplice Alleanza (Gran Bretagna, Austria, Prussia, Russia); la Quintuplice Alleanza (i 4 precedenti più la Francia). La patria della Rivoluzione diventa un gendarme della Restaurazione.
  • Restaurazione e Romanticismo: Edmund Burke (Riflessioni sulla Rivoluzione francese) e Joseph de Maistre (Considerazioni sulla Francia, Il Papa, Le serate di San Pietroburgo) antiprotestante e papista, cattolico e reazionario. La sua era una riproposizione dell’alleanza trono-altare dell’Antico Regime.
  • Il Romanticismo si configura in opposizione ai valori illuministici e ama la spontaneità dei sentimenti, la tradizione, l’amore per la nazione.
  • Il Romanticismo si divide in reazionario (Burke, De Maistre) e progressista che porterà poi all’idea liberale, democratica e socialista.
  • Dalla combinazione fra eredità culturale della Rivoluzione francese e di quella industriale possiamo comprendere l’idea di nazione. Nel primo caso come conseguenza del fallimento di un dichiarato cosmopolitismo che in realtà nasconde pretese egemoniche di uno Stato; nel secondo come spazio adatto allo sviluppo capitalistico-borghese.
  • Lo Stato diventa nazione cioè unità politica di un popolo.
  • Fondamento del liberalismo è la libertà individuale.
  • Contro il cattolicesimo liberale che tenta di coniugare questione sociale con libertà civili, abbiamo gli Intransigenti.
  • Lo Stato liberale: ha potere limitato, garantisce le libertà pubbliche, non interviene sulla disuguaglianza sociale, il suffragio non è universale, ma censitario.
  • Per i democratici il valore fondamentale è l’uguaglianza politica ed in particolare il diritto di voto. Per costoro lo Stato doveva intervenire  a moderare le ingiustizie sociali.
  • Secondo Toqueville il rischio della democrazia è quello connesso al dispotismo della maggioranza. Per combatterla bisogna aumentare la partecipazione dei cittadini.
  • Socialismo scientifico ed utopistico, Marx ed Engels, lotta di classe.
  • Le società segrete: Massoneria, Carboneria (costituzione liberale), Comuneros, Adelfi, Filadelfi (costituzione democratica).
  • Buonarroti: comunismo, congiura degli uguali con Babeauf.
  • Società segrete progressiste e reazionarie (Concistoriali).
  • Il giornale “Il Conciliatore” in Lombardia.
  • I moti degli anni ’20: Spagna, Portogallo, Regno delle due Sicilie. La Santa Alleanza riporta l’ordine.
  • In Grecia la rivolta ha successo (anche grazie al suo essere anti-ottomana quindi geopoliticamente importante). La Grecia diventa regno con re Ottone I° di Baviera.
  • La Gran Bretagna riesce ad assimilare scontri e problematiche interne legati al processo di industrializzazione accentuando la natura liberale dello Stato: sindacati, riforma elettorale (censitaria), Cartismo (Carta del popolo).
  • I moti degli anni ’30: Carta costituzionale in Francia con Luigi XVIII°; Carlo X° tenta un ritorno all’assolutismo: rivolta di luglio e 3 Giornate gloriose con svolta moderata. Nasce poi il Belgio prima insieme all’Olanda, appoggiato da Gran Bretagna e Francia che smentiscono così la Santa Alleanza. In Polonia invece la rivolta fallisce e i russi impongono un regime ancor più severo. Fallisce anche l’insurrezione nell’Italia centrale: il connubio Francesco IV° d’Este e Ciro Menotti fallisce alla luce di interessi contrapposti e quest’ultimo finisce impiccato dagli austriaci.
Sergio Mauri
Autore Sergio Mauri Blogger e studioso di storia, filosofia e argomenti correlati. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Hammerle Editori nel 2014.