Nessi tra la filosofia di Heidegger e quella di Kant.

Che cos'è l'appercezione trascendentale?
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di Sergio Mauri

I nessi tra la filosofia di Martin Heidegger e quella di Immanuel Kant sono profondi e complessi, poiché Heidegger ha dedicato una parte significativa del suo lavoro a un confronto critico con Kant. Questo confronto ha influenzato notevolmente la sua propria elaborazione filosofica, specialmente riguardo alla metafisica e all’ontologia. Ecco alcuni dei principali punti di contatto e differenze tra i loro pensieri:

1. Il concetto di Essere

  • Kant: Nella “Critica della ragion pura”, Kant distingue tra il fenomeno (ciò che appare) e il noumeno (la cosa in sé, che non può essere conosciuta direttamente). Kant sostiene che la nostra conoscenza è limitata ai fenomeni, mediata dalle categorie dell’intelletto e dalle forme a priori della sensibilità (spazio e tempo).
  • Heidegger: Heidegger critica la separazione kantiana tra fenomeno e noumeno. In “Essere e tempo”, cerca di riscoprire l’essere attraverso l’analisi del Dasein, l’essere-per-chi l’essere è una questione. Heidegger cerca di mostrare che l’essere non è un concetto astratto ma è intimamente legato all’esperienza concreta e quotidiana dell’esistenza umana.

2. Temporalità

  • Kant: Per Kant, il tempo è una forma a priori della sensibilità, una condizione necessaria per la percezione degli eventi. Il tempo è una cornice che permette all’intelletto di organizzare le esperienze.
  • Heidegger: Heidegger radicalizza il concetto di temporalità, vedendo il tempo non solo come una condizione della percezione, ma come la struttura fondamentale dell’esistenza umana. Il Dasein è temporale nel senso che progetta sé stesso nel futuro, ricorda il passato e vive nel presente. La temporalità è così intrinsecamente legata all’essere del Dasein.

3. La questione della metafisica

  • Kant: Kant vede la metafisica tradizionale come problematica e cerca di riformarla attraverso la sua filosofia critica. Egli sostiene che molte delle questioni tradizionali della metafisica sono irrisolvibili poiché si riferiscono a cose che stanno oltre l’esperienza possibile.
  • Heidegger: Heidegger vede Kant come un precursore nella critica alla metafisica tradizionale, ma ritiene che Kant non sia andato abbastanza lontano. Heidegger tenta di superare la metafisica tradizionale riscoprendo la domanda sull’essere. Egli ritiene che la metafisica, da Platone in poi, abbia oscurato la vera questione dell’essere concentrandosi sugli enti.

4. La fenomenologia

  • Kant: La fenomenologia in Kant si riferisce alla sua analisi della struttura dell’esperienza e delle condizioni a priori che la rendono possibile. Kant sviluppa una fenomenologia trascendentale che si occupa delle condizioni di possibilità della conoscenza.
  • Heidegger: Heidegger, influenzato da Edmund Husserl, sviluppa una fenomenologia esistenziale che si concentra sull’essere del Dasein. Per Heidegger, la fenomenologia è un metodo per rivelare le strutture fondamentali dell’esistenza umana.

5. Soggettività

  • Kant: Kant sostiene che la soggettività è centrale per la conoscenza; le strutture del soggetto (categorie dell’intelletto e forme della sensibilità) sono ciò che rende possibile l’esperienza e la conoscenza del mondo.
  • Heidegger: Heidegger critica l’enfasi kantiana sulla soggettività come una sorta di reificazione del soggetto. Egli introduce il concetto di “esserci” (Dasein) per superare la distinzione tradizionale tra soggetto e oggetto, sottolineando che il Dasein è sempre già nel mondo e il suo essere è relazionale e situato.

6. Il ruolo dell’immaginazione

  • Kant: Kant attribuisce un ruolo significativo all’immaginazione trascendentale, che media tra la sensibilità e l’intelletto, rendendo possibile la sintesi delle esperienze sensibili.
  • Heidegger: Heidegger riconosce l’importanza dell’immaginazione nella filosofia di Kant, ma la reinterpreta in un contesto esistenziale. Heidegger vede l’immaginazione come un modo in cui il Dasein si progetta nel futuro e rielabora il passato.

7. Libertà e autonomia

  • Kant: La libertà per Kant è una questione di autonomia morale, la capacità del soggetto di agire secondo la legge morale autoimposta. La sua “Critica della ragion pratica” esplora la libertà come la capacità di agire secondo principi razionali.
  • Heidegger: Heidegger, pur apprezzando l’accento di Kant sulla libertà, vede la vera libertà non tanto come una questione di autonomia morale, ma come l’apertura del Dasein alle possibilità del proprio essere. La libertà è l’abilità di comprendere e realizzare le proprie potenzialità esistenziali.

In sintesi, Heidegger riconosce l’importanza del pensiero di Kant e lo considera un punto di partenza essenziale per il suo stesso lavoro. Tuttavia, Heidegger cerca di andare oltre Kant, criticando e rielaborando molti dei suoi concetti fondamentali per sviluppare una nuova comprensione dell’essere, della temporalità e della condizione umana.

Sergio Mauri
Autore: Sergio Mauri, Blogger. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d’Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 e con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 e Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023.
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