Arte: classificare l’inclassificabile?

Arte e filosofia
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di Sergio Mauri

Un’opera d’arte è oggettivazione dell’assoluto, del mito, della magia. La sua autenticità – in questi termini – non può essere discussa, visto il suo essere sintesi di diversi piani di realtà. Se vogliamo parlare di autenticità, dobbiamo leggerla attraverso il filtro dell’energia che essa deve emanare per forza se pretende di essere autentica.

In Schelling – principe dell’Idealismo – le domande sul rapporto tra filosofia ed arte sono imprescindibili e sono le seguenti:

  1. Com’è possibile una filosofia dell’arte che sia esposizione dell’universo nella forma dell’arte?

  2. Quale autonomia attribuire all’arte rispetto alla filosofia?

  3. La filosofia è la scienza della totalità; la filosofia dell’arte è scienza della totalità nella forma dell’arte. Allora, cos’è l’arte rispetto a questa totalità?

Sia la filosofia che l’arte sono forme di esposizione dell’assoluto. Ma la prima lo mostra in archetipo; la seconda in immagine. Nell’estetica di Schelling è presente la vena platonica. Arte e filosofia sono identiche: entrambe esibiscono l’assoluto. L’arte apre le porte dell’intelligibile mediante l’oggettivazione degli archetipi, cioè dell’esposizione dell’assoluto sul piano della sensibilità.

Secondo Schelling, ancora, la mitologia è condizione necessaria e materiale primigenio di tutta l’arte. L’arte opera la trasformazione dei concetti in idee, cioè in assoluti. L’arte è evocazione e realizzazione delle idee.

Schelling diventa indifendibile quando vede gli dei nelle idee. Tra l’altro, questa posizione è conformista, perché divinizza ciò che è soggettivo, anche se in realtà è tale per grandi masse, quindi, – in ultima analisi – oggettivo. L’arte non è soltanto agire né soltanto sapere. E’ l’indifferenza di entrambi. E’ un agire compenetrato di sapere; ed è un sapere che si è fatto azione: esso, con l’immaginazione, porta l’infinito nel finito. L’arte è l’attività cosciente (che si attua pure con la scelta cosciente del mezzo espressivo); la poesia è innata, libero dono della natura. L’incomprensibilità, a livello di riflessione, del fenomeno artistico, dipende dalla natura particolare di queste due attività diverse. Secondo Schelling, l’arte porta l’uomo intero alla conoscenza del vero. Essa è possibile solo all’uomo integrale, nel pieno possesso delle sue risorse naturali e spirituali.

Per questa ragione, nel mondo contemporaneo, l’uomo scisso da se stesso trova difficile esprimere un assoluto che necessita della sua dimensione integrale. L’uomo parcellizzato della società capitalistica non è messo nelle condizioni di fare arte.

Sergio Mauri
Autore Sergio Mauri Blogger e studioso di storia, filosofia e argomenti correlati. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Hammerle Editori nel 2014.

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