Coincidenze.

Coincidenze
Coincidenze

Certi schemi hanno la caratteristica di ripetersi sempre. Febbraio 2007, manifestazione a Vicenza contro la guerra e la violenza. Per la pace.


No, il terrorismo non è una coincidenza. Quando mancavano 4 giorni alla manifestazione di Vicenza. È una coincidenza? No, non può esserlo. Facciamo 2 ipotesi:

1-Se è tutto vero, cioè se esistono dei gruppi di persone che parlano a nome di una strategia politica, di un soggetto sociale, un qualche “partito armato” come negli anni di piombo, bisogna dire che sono dei veri matti e, alla fine, degli utili idioti. Nonché dei criminali. Come fanno a non accorgersi che non viviamo più negli anni ’70?
2-Se è tutto finto, una invenzione portata avanti con l’ausilio dei media (non sarebbe la prima volta: ricordate le inutili indagini di qualche anno fa nei confronti di Iniziativa Comunista, un gruppuscolo stalinista sospettato di terrorismo? Fu l’ennesima bufala: assolti perché il fatto non sussiste! Vogliono nuovamente screditare chi si oppone al governo col solito vecchio metodo.

In entrambi i casi il governo ne esce rafforzato. Non solo, questi fatti fanno “il bene” di qualcuno: ieri abbiamo assistito alla santificazione di Ichino, di “Libero” e del suo direttore Feltri, in parte anche del sindacato, della sua parte “sana e buona”, quella parte responsabile. Dico in parte perché alcuni arrestati (le mele marce) sono sindacalisti della CGIL, proprio coloro che sempre si sono opposti ad ogni forma di terrorismo. Strano, vero? Quindi, dopo sospetti di tal genere si richiede al sindacato di fare “pulizia” al suo interno. La “pulizia” sarà utile anche in futuro.
Poi, sempre ieri, abbiamo sentito le liste di proscrizione: i soliti comunisti, i sindacalisti deviati, poi ci hanno aggiunto gli anarco-insurrezionalisti che fanno sempre notizia, sono sempre utili da chiamare in causa. Il copione è sempre quello, valido anche nell’Italia del 2007.

Due cose:

a) da lettore di Pasolini gli riconosco l’acutezza di aver capito che il nuovo potere, ciò che lui chiamava “neocapitalismo”, non ha alcuna connessione ideologica con l’estremismo fascista. È verosimile che l’estremismo di destra possa ricevere un trattamento di favore rispetto a quello di sinistra, ma solo per la sua disponibilità a rendersi utile (organizzando crumiraggio; squadre per intimidazione o spedizioni punitive; fornendo agenti semi-consapevoli per la strategia della tensione). Ma esso non gode di alcuna vera compiacenza ideologica: il grande clamore mediatico per l’arresto dei 15 “brigatisti” potrebbe far emergere il bisogno di controbilanciare un pò la cosa, ed allora non ci sarebbe da stupirsi se tra un paio di mesi qualche giovane di destra verrebbe buttato in galera su vaghi capi d’accusa.

b) nel suo intervento alla Camera oggi Guliano Amato ha detto tutto quello che nella sua posizione istituzionale poteva permettersi di dire per collegare l’arresto dei 15 alla manifestazione di sabato. Qualcuno nell’opinione pubblica potrebbe essersi distratto, ed allora occorre che qualcuno lo aiuti a fare le giuste associazioni mentali: pacifismo > antimilitarismo > anti-americanismo > antagonismo > terrorismo.

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