NATURA E AUTORI DELLA SCUOLA AUSTRIACA.
La Scuola Austriaca (in breve, SA) è una tradizione di ricerca nelle scienze sociali che trae il suo
nome dal fatto che i suoi primi membri erano austriaci ed ex-studenti dell’Università di Vienna. I
membri della SA vengono spesso chiamati “gli Austriaci”, con la “A” maiuscola.
Secondo gli Austriaci l’indagine dei fenomeni sociali dovrebbe essere effettuata in accordo con il
principio dell’individualismo metodologico.
La SA raccomanda di minimizzare il controllo dei governi sull’attività economica e sulla proprietà
privata. La SA ha ispirato diversi movimenti liberali, liberisti, libertari e anarco-capitalisti.
Le prime quattro generazioni della Scuola Austriaca sono rappresentate dai seguenti di studiosi,
tutti austriaci:
- Prima generazione: Carl Menger (1840 – 1921)
- Seconda generazione: Eugen von Böhm-Bawerk (1851 – 1914) e Friedrich von Wieser (1851 –
1926) - Terza generazione: Ludwig von Mises (1881 – 1973)
- Quarta generazione: Friedrich von Hayek (1899 – 1992)
I seguaci della SA comprendono diverse generazioni di studiosi europei e statunitensi, fra i quali: - Frank Albert Fetter (1863 – 1949), statunitense
- Henry Stuart Hazlitt (1894 – 1993), statunitense
- Fritz Machlup (1902 – 1983), austriaco naturalizzato statunitense
- Ludwig Lachmann (1906 – 1990), tedesco
- Murray Rothbard (1926 – 1995), statunitense
- Israel Kirzner (1930), britannico naturalizzato statunitense
- Pascal Salin (1939), francese
- Walter Block (1941), statunitense
- Hans-Hermann Hoppe (1949), tedesco
- Jesús Huerta de Soto (1956), spagnolo
ORIGINE DELLA SCUOLA AUSTRIACA.
Gli economisti classici, dallo scozzese Adam Smith (1723 – 1790) all’inglese David Ricardo (1772 –
1823), avevano incentrato la loro analisi dei fenomeni economici sul concetto di valore,
identificato con la quantità di lavoro necessaria a produrre i beni. Molti studiosi considerano le
teorie economiche di Karl Marx (1818 – 1883) come una particolare versione dell’economia
classica.
Parlando di economia neoclassica ci si riferisce a una visione della scienza economica basata sui
concetti di domanda, offerta e utilità marginale. Con riferimento alla centralità del concetto di
utilità marginale, ci si riferisce alle concezioni dell’economia neoclassica con il termine
marginalismo.
Mentre il concetto di valore dell’economia classica si riferisce ad aspetti oggettivi dei beni, i
concetti chiave dell’economia neoclassica hanno carattere soggettivo. Per questa ragione,
l’economia neoclassica può essere intesa come un approccio soggettivista all’economia.
L’atto di nascita dell’economia neoclassica risale agli anni settanta dell’Ottocento, quando vennero
pubblicate le prime opere sistematiche dell’inglese William Stanley Jevons (1835 –1882), del
francese Léon Walras (1834 – 1910) e dell’austriaco Carl Menger (1840 – 1921).
La SA, di cui Carl Menger fu iniziatore, fu una delle tre scuole di pensiero economico da cui nacque
la cosiddetta rivoluzione marginalista dell’economia neoclassica.
A partire dalla pubblicazione del libro Principi di economia (1871) di Carl Menger, cominciò a
formarsi intorno a lui intorno una scuola di pensiero chiamata Scuola psicologica, Scuola di Vienna
o Scuola Austriaca. Il termine “Scuola Austriaca”, inizialmente usato in modo offensivo dagli
avversari della Scuola storica tedesca, venne poi adottato dagli Austriaci e finì con l’imporsi.
TEORIE ECONOMICHE E POLITICHE DELLA SCUOLA AUSTRIACA.
Gli Austriaci si impegnarono in una dura critica della teoria economica marxista. La controversia
tra gli Austriaci e i marxisti e fu serrata fin dall’inizio. Infatti, i Principi di Economia di Carl Menger
fu dato alle stampe nel 1871, quattro anni dopo la pubblicazione del primo libro del Capitale di
Karl Marx. Successivamente, negli anni ottanta e novanta dell’Ottocento, l’Austriaco Eugen von
Böhm-Bawerk dedicò alcuni importanti scritti alla critica dell’economia marxiana.
Le teorie economiche degli Austriaci si distinguono da quelle degli economisti classici per l’enfasi
assegnata al sistema dei prezzi. In particolare, Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek sostennero
che la possibilità di qualsiasi calcolo economico era fondata sui prezzi che si formavano
spontaneamente in un’economia di libero scambio. Per questa ragione, non sarebbe stato
possibile alcun calcolo economico nell’ambito di un sistema socialista.
Dopo l’avvento al potere dei nazisti in Germania, molti Austriaci fuggirono dall’Austria e si
stabilirono negli Stati Uniti. Nel dopoguerra si sviluppò una notevole varietà di posizioni tra seguaci
degli Austriaci. Alcuni studiosi ritengono che si possa tracciare una netta distinzione tra due
tendenze. La prima tendenza, che si ispira a Friedrich von Hayek, critica alcuni concetti
fondamentali dell’economia neoclassica ma condivide con i neoclassici il ricorso ai metodi statistici
e matematici nell’analisi dei fenomeni economici. Al contrario, la seconda tendenza, che si ispira a
Ludwig von Mises, rifiuta totalmente l’approccio neoclassico e sostiene l’inapplicabilità dei metodi
matematici nell’analisi economica.
A partire dalla metà del ventesimo secolo, gli economisti “ortodossi”, di ascendenza neoclassica,
hanno criticato gli Austriaci e hanno considerato il rifiuto dei modelli matematici, dell’econometria
dell’analisi macroeconomica come un’inaccettabile forma di “eterodossia”. Tuttavia, negli anni
settanta del secolo scorso, l’interesse per la SA si riaccese, stimolato dal premio Nobel per
l’economia, conferito a Friedrich Hayek nel 1974. Inoltre, l’ascesa al potere di Margareth Thatcher
nel Regno Unito (1979 – 1992) e di Ronald Reagan negli Stati Uniti (1980 – 1988), contribuì al
ritorno in auge della SA, poiché erano entrambi ammiratori degli Austriaci e delle loro ricette di
politica economica. Inoltre, Thatcher aveva una conoscenza personale di Hayek e teneva in grande
considerazioni i suoi consigli.
Secondo Walter Block la SA può venire distinta da altre scuole di pensiero sulla base di due criteri:
la teoria economica e la teoria politica. Per esempio, mentre Hayek può essere considerato un
economista Austriaco, le sue concezioni politiche sono in conflitto con la teoria politica libertaria
che, secondo Block, costituisce parte integrante della SA. In maniera simile, Block esclude dalla SA
persino Carl Menger, che ne è comunemente considerato il fondatore, poiché egli difende stato un
campo d’intervento statale nell’economia ancora più ampio di quello difeso da Hayek, a partire
dalla tassazione progressiva e da un’estesa legislazione del lavoro.
CONCEZIONI METODOLOGICHE DELLA SCUOLA AUSTRIACA.
La SA sostiene che le scelte individuali, basate sulla conoscenza, le attese e altri fattori soggettivi
degli individui, causano tutti i fenomeni economici e sociali. Questo approccio alla spiegazione dei
fenomeni economici e sociali, noto come individualismo metodologico, differenzia la SA da altre
tendenze del pensiero economico, caratterizzate da un olismo metodologico, cioè dall’idea che si
possano studiare le relazioni tra i diversi macrofenomeni economici e sociali (per esempio, i tassi
di occupazione e inflazione, il ciclo economico, e così via) senza tener conto delle relazioni tra i
microfenomeni – cioè le scelte individuali –, e i macrofenomeni.
Nel ventesimo secolo diversi Austriaci hanno incorporato nelle loro analisi svariati modelli
matematici. Per questa ragione, alcuni studiosi sostengono che ai nostri giorni la metodologia
Austriaca è compatibile con la macroeconomia e che la macroeconomia può avere una fondazione
microeconomica.
In particolare, alcuni studiosi hanno sostenuto che l’economia Austriaca è compatibile con la
teoria dei giochi, elaborata a partire dal famoso volume The Theory of Games and Economic
Behavior (1944), scritto dal grande matematico John von Neumann e dall’economista austriaco
Oskar Morgenstern (1902 –1977), il quale fu influenzato dalla SA, anche se non ne faceva
ufficialmente parte.
ORGANIZZAZIONE E INFLUENZA DELLA SCUOLA AUSTRIACA.
Diversi seguaci delle concezioni di Hayek sono affiliati al Cato Institute, alla George Mason
University (GMU) e alla New York University. Ricordiamo, fra questi, Peter Boettke, Roger Garrison,
Steven Horwitz, Peter Leeson and George Reisman.
I seguaci delle concezioni di Mises e Rothbard includono Walter Block, Hans-Hermann Hoppe,
Jesús Huerta de Soto e Robert P. Murphy, i quali sono tutti affiliati al Mises Institute, con sede ad
Auburn, in Alabama. Alcuni di essi lavorano anche presso varie istituzioni accademiche.
CRITICHE ALLA SCUOLA AUSTRIACA.
Diversi economisti ortodossi hanno sostenuto che l’economia Austriaca è priva di rigore scientifico
e rifiuta i comuni metodi scientifici, a partire dall’uso sistematico dei dati empirici nel modellare il
comportamento economico.
Alcuni hanno criticato, in particolare, l’eccesso di fiducia nell’individualismo metodologico,
sostenendo che esso porterebbe all’esclusione di tutte le ipotesi che non possono essere ridotte a
quelle microeconomiche, e quindi a rifiutare quasi tutta la conoscenza macroeconomica.
Altri studiosi ortodossi hanno sostenuto che gli Austriaci rifiutano il metodo scientifico il quale
richiede di formulare teorie empiricamente falsificabili. Secondo Paul A. Samuelson, premio Nobel
per l’economia, le conclusioni economiche raggiunte attraverso la pura deduzione logica sono
molto deboli e limitate. Ciò significa che la metodologia deduttiva proposta da Mises e abbracciata
entusiasticamente da Rothbard non sono strumenti sufficienti per l’analisi dei fenomeni
economici.
