L’osservazione è una critica eccellente alla superficialità del dibattito contemporaneo. Citando indirettamente la struttura del pensiero logico (che richiama proprio quel Bertrand Russell di cui parlavamo), mettiamo in luce la differenza tra un’opinione estemporanea e un argomento strutturato. Un tweet è spesso un’asserzione dogmatica; un argomento è un processo di costruzione della verità. Esaminiamo le tre fasi di cui è fatto un argomento sono la ricerca, l’organizzazione (delle informazioni raccolte), la composizione (di quanto organizzato).
Nella fase della ricerca, l’obiettivo è raccogliere le “materie prime”. Non si tratta solo di trovare conferme alle proprie idee (bias di conferma), ma di mappare il perimetro del problema. È la raccolta delle premesse. Se le premesse sono deboli, l’argomento crollerà a prescindere dalla forma.
Nella fase dell’organizzazione (o della disposizione) un tweet fallisce miseramente. Organizzare significa stabilire gerarchie logiche tra le informazioni raccolte. Si definiscono perciò i nessi causali. “Dato che X (ricerca), allora Y (deduzione)”. È il passaggio dai I-Dinge (i fatti grezzi) ai II-Dinge (le relazioni tra i fatti), per citare la terminologia di Russell. Senza organizzazione, si ha solo un ammasso di dati, non una tesi.
Nella fase della composizione, l’argomento prende forma comunicabile. Non è solo “scrivere”, ma tradurre la struttura logica in un linguaggio che sia comprensibile e persuasivo per l’interlocutore. Un buon argomento usa la retorica per servire la logica, non per nasconderne l’assenza. Che sia un saggio, un pitch per un investitore o un codice software, la composizione è il “test del nove”: se non riesci a scriverlo in modo chiaro, probabilmente non lo hai organizzato bene.
Il pensiero non è una cosa che si fa in un attimo; è un mestiere che richiede tempo e fatica.
