La tecnica rimane tra le condizioni necessarie affinché si possa dare l’umano. Lo strumento tecnico potenzia le capacità umane. È difficile distinguere noi dalla tecnica poiché essa retroagisce, producendo effetti su di noi. Le due sfere, tecnica e umano, non sono così distinte.
Il concetto fondamentale dei critici verso la tecnica, in Occidente è: il vero rischio insito nella tecnica è il venir meno dell’apertura che costituisce l’esserci. La riduzione della sua indefinizione sul piano della co-essenzialità è il vero rischio. Sulla tecnica Aforisma 56, di La gaia scienza, tendenza a crearsi i nemici per poterli combattere.
Il rischio: la riduzione dell’apertura si ha quando consegniamo il pensiero esclusivamente alle categorie logico-deduttive, con la conseguenza di non poter più pensare criticamente la tecnica. Vi è dunque una responsabilità (etica, ma anche politica) nell’uso della tecnica.
