Sulla condivisione.

Condivisione
Condivisione

Il pensiero (possibile) sulla condivisione articola un dilemma interessante e pessimistico che oscilla tra l’isolamento radicale dell’esperienza soggettiva e l’omologazione superficiale della comunicazione di massa. Questo dilemma può essere sviluppato attraverso la filosofia del linguaggio e l’analisi della società contemporanea.

Il pensiero suggerisce che il tentativo di creare un ponte tra le coscienze porta inevitabilmente a uno di questi due poli:

1. non si condivide quasi nulla (l’isolamento radicale). Questa prospettiva affonda le radici nel problema della soggettività ineffabile e nel dibattito sul linguaggio privato (come visto in alcune interpretazioni di Wittgenstein o nella filosofia della mente). Ogni individuo vive il mondo attraverso una prospettiva fenomenologica unica. La percezione di un colore (il qualia), il sentire un dolore, o il peso di un ricordo sono stati interni che, per loro natura, sono inaccessibili agli altri. Il linguaggio, pur essendo lo strumento principale della condivisione, è sempre una traduzione approssimativa dell’esperienza. Quando dico “sono felice”, il mio interlocutore comprende il concetto in base alle sue esperienze passate di felicità e al contesto culturale, ma non può sentire la mia specifica qualità soggettiva di felicità. Se la vera essenza del pensiero e del sentimento è inaccessibile e incomunicabile, ogni atto di condivisione fallisce nel momento cruciale: il mio mondo rimane il mio mondo, e l’Altro è, in fondo, un mistero. La comunicazione si riduce a un’interfaccia di segnali e comportamenti, ma non a un’effettiva fusione delle coscienze;

2. si condivide quasi tutto nella banalità (l’omologazione sociale). Questo estremo si riferisce alla vasta quantità di contenuti che vengono scambiati e compresi senza sforzo nella sfera pubblica, ma a scapito della profondità o originalità. Per comunicare in modo efficiente, dobbiamo utilizzare un linguaggio che sia il più possibile neutro, standardizzato e prevedibile. Le frasi fatte, i cliché, gli slogan politici, e i codici di comportamento sui social media servono proprio a questo: facilitano la comprensione immediata e la rapidità dello scambio. Quando si condivide “quasi tutto”, si condivide ciò che è massimamente ridondante e minimamente significativo. La profondità e l’unicità (il polo 1) vengono sacrificate per l’efficienza comunicativa. L’esplosione della condivisione digitale è l’esempio contemporaneo più lampante. Milioni di persone condividono quotidianamente dettagli della propria vita (foto, reazioni, opinioni superficiali). Questa onnipresente condivisione è esaustiva in termini quantitativi (c’è tanto materiale), ma sterile in termini qualitativi (è spesso banale, omologata, e serve più alla validazione sociale che all’espressione autentica). La moltitudine di contenuti si traduce in una diminuzione del loro valore informativo o emotivo.

Una (possibile) sintesi del paradosso.

Il dilemma suggerisce un tragico paradosso della condizione umana:

  • quando si tenta di esprimere il proprio Sé più autentico e profondo (l’unicità), si fallisce la condivisione (polo 1). La verità intima è muta;
  • quando si riesce a condividere in modo efficace e su vasta scala (la massa), si tradisce l’autenticità e si cade nella banalità (polo 2). La comunicazione di massa si nutre della superficialità.

Il dilemma ci spinge a chiederci: la vera comprensione intersoggettiva è un’impresa che, per definizione, può esistere solo nello spazio limitato, difficile e raro tra questi due estremi? O siamo condannati a oscillare tra il mistero silenzioso della solitudine e il rumore inane dell’omologazione?

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.