Qual è lo status attuale del determinismo?

Una rappresentazione del determinismo
Una rappresentazione del determinismo

Il determinismo oggi è in una posizione paradossale: filosoficamente più sofisticato che mai, ma scientificamente più contestato che in qualsiasi altro momento dal XIX secolo. Proviamo ad approfondire il discorso.

Cosa si intende esattamente per determinismo? La definizione più rigorosa, quella di Laplace, resta il punto di riferimento: dato lo stato completo di un sistema in un istante t, insieme alle leggi che lo governano, lo stato in ogni istante successivo è fissato univocamente. È importante notare che questa è una tesi metafisica sulla struttura del mondo, distinta da:

  • la predicibilità (epistemica: possiamo calcolare lo stato futuro?);
  • il determinismo causale in senso lato (ogni evento ha una causa).

Confondere questi piani è l’errore più comune nei dibattiti popolari. Un sistema può essere deterministico e imprevedibile (caos deterministico), oppure indeterministico, ma altamente prevedibile in senso statistico (meccanica quantistica su scala macroscopica).

L’interpretazione standard (Copenhagen) della meccanica quantistica introduce un indeterminismo genuino a livello fondamentale: il collasso della funzione d’onda non è determinato dalle condizioni precedenti, solo le probabilità lo sono (regola di Born). Se questa interpretazione è corretta, il determinismo laplaciano è falso a livello fondamentale. Però qui la faccenda si complica, perché esistono interpretazioni alternative empiricamente equivalenti (o quasi) che sono deterministiche:

  • Bohm/de Broglie-Bohm: variabili nascoste, traiettorie particellari perfettamente determinate, l’indeterminismo apparente deriva dall’ignoranza delle condizioni iniziali precise (simile, strutturalmente, al determinismo statistico della meccanica classica);
  • Many-Worlds (Everett): l’evoluzione dell’intero universo-funzione d’onda è perfettamente deterministica (segue l’equazione di Schrödinger senza collasso); l’apparente casualità nasce dalla prospettiva “locale” di un osservatore che si trova in uno solo dei rami che si diramano.

Questo è filosoficamente cruciale: la fisica sottodetermina la metafisica. Non abbiamo, al momento, un esperimento che discrimini in modo decisivo tra un mondo indeterministico e uno deterministico-ma-con-variabili-nascoste-inaccessibili (i teoremi di Bell escludono le variabili nascoste locali, non il determinismo tout court — Bohm è non locale e sopravvive). Lo status del determinismo dipende, quindi, da una scelta interpretativa che eccede i dati empirici e su questo la comunità dei filosofi della fisica resta divisa (basti pensare al dibattito tra sostenitori di Bohm come Goldstein/Dürr e sostenitori di Everett come Wallace).

Uno degli sviluppi più significativi del secondo Novecento è la teoria del caos, che ha mostrato come sistemi perfettamente deterministici (equazioni differenziali senza alcun elemento stocastico) possano produrre comportamenti praticamente imprevedibili per sensibilità estrema alle condizioni iniziali (l’effetto farfalla di Lorenz). Questo ha avuto un effetto salutare sul dibattito: ha smontato l’equazione ingenua determinismo=predicibilità, mostrando che l’indeterminismo epistemico (la nostra incapacità pratica di prevedere) non implica affatto indeterminismo metafisico.

Anche ammettendo indeterminismo quantistico fondamentale, resta aperta la questione se questo “filtri verso l’alto” fino al livello macroscopico che ci interessa (decisioni umane, eventi biologici, storia). La decoerenza quantistica tende a sopprimere rapidamente gli effetti di sovrapposizione su scala macroscopica e molti fisici e filosofi (es. sostenitori del “determinismo effettivo” a livello classico) ritengono che, ai fini pratici del mondo di dimensioni umane, il comportamento sia effettivamente deterministico o quasi-deterministico, indipendentemente da cosa accada a livello subatomico. Questo alimenta lo scetticismo di chi, come alcuni compatibilisti sul libero arbitrio, dubita che l’indeterminismo quantistico sia davvero rilevante per il problema del libero arbitrio umano, un’obiezione sollevata già da Einstein contro Bohr in altri termini e ripresa oggi da filosofi come Dennett.

Fuori dalla fisica fondamentale, il quadro è ancora più composito:

  • in biologia evoluzionistica, il ruolo della deriva genetica casuale (drift) introduce elementi stocastici non riducibili, pur dentro leggi generali (selezione naturale) che sono deterministiche nella loro forma matematica ma probabilistiche nell’applicazione;
  • nelle scienze sociali e nella storia, il dibattito determinismo/contingenza (Gould con la metafora del “riavvolgere il nastro della vita”) tocca sia questioni empiriche sia questioni concettuali su cosa significhi “stessa causa, stesso effetto” in sistemi storici irripetibili.

Se dovessimo tracciare lo stato dell’arte:

  1. a livello fondamentale(fisica), sottodeterminato dai dati, la scelta tra interpretazioni deterministiche (Bohm, Everett) e indeterministiche (Copenhagen, GRW con collasso oggettivo casuale) resta aperta e non è chiaro se sia in linea di principio risolvibile empiricamente, il che la rende in parte una questione metafisica irriducibile alla fisica sperimentale;
  2. a livello epistemico, il caos ha reso comunque irrilevante il determinismo metafisico per la maggior parte degli scopi predittivi pratici, anche in un mondo deterministico, l’incertezza pratica è spesso ineliminabile;
  3. a livello del dibattito sul libero arbitrio, il determinismo (o la sua assenza) è oggi discusso più in relazione a compatibilismo/incompatibilismo che in termini della sua verità fisica in sé. Molti filosofi (Dennett, Frankfurt) ritengono la questione della verità del determinismo meno cruciale di quanto si pensasse, spostando l’attenzione su cosa la “libertà” richieda comunque.
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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024, 2025 e 2026.