Per la prova orale del concorso docenti PNRR3 la lezione da preparare è come se avessi davanti una classe oppure si tratta di dimostrare di saper organizzare una lezione?
È un dubbio comunissimo, ed è fondamentale chiarirlo subito per non sbagliare approccio durante i preziosi minuti della prova.
In breve: È un mix di entrambe le cose, ma la bilancia pende verso la “simulazione didattica”.
Ecco come devi impostare la tua esposizione per convincere la commissione:
1. La “cornice” metodologica (saper organizzare).
All’inizio della prova (circa i primi 5-10 minuti), non devi rivolgerti alla commissione come se fossero studenti. Devi parlare come un professionista della scuola che spiega ai colleghi (la commissione) come ha progettato l’intervento. In questa fase devi dichiarare:
- Analisi della classe: chi sono i tuoi studenti? Ci sono alunni con BES o disabilità?
- Prerequisiti: cosa devono già sapere per affrontare l’argomento?
- Obiettivi e traguardi: quali competenze e conoscenze vuoi raggiungere (riferimenti alle Indicazioni Nazionali)?
- Metodologie: userai la lezione frontale, il flipped classroom, il cooperative learning o il debate?
- Tempi e spazi: quante ore dura il modulo? Lo farai in aula, in laboratorio o all’aperto?
2. La simulazione didattica (avere davanti la classe).
Questa è la parte centrale e più corposa. Qui devi “entrare nel personaggio”. La commissione vuole vedere come insegni, non solo cosa sai.
- Non limitarti a leggere slide: immagina di interagire con gli studenti. Puoi dire frasi come: “A questo punto della lezione, chiederei ai ragazzi di osservare questa immagine e di dirmi cosa ne pensano…” oppure “Per attivare l’interesse, proporrei questo video-stimolo”.
- Uso dei materiali: se hai preparato delle slide, usale come se le stessi proiettando alla LIM. Se hai previsto un’attività di gruppo, spiega come divideresti i banchi.
- Inclusione in atto: dimostra concretamente come adatteresti quel passaggio specifico per l’alunno con disabilità o DSA che hai citato nella cornice iniziale.
3. Valutazione e riflessione (saper chiudere).
Alla fine, torni a parlare “fuori dalla simulazione” per spiegare come intendi verificare che gli studenti abbiano imparato:
- Valutazione formativa: Come monitori l’apprendimento durante l’attività?
- Valutazione sommativa: Quale compito o test assegnerai alla fine?
- Griglie di valutazione: Mostra (brevemente) i criteri con cui assegnerai i voti.
In sintesi: lo schema vincente.
| Fase | Atteggiamento | Contenuto |
| Introduzione | Tecnico/Professionale | Progettazione, BES, Obiettivi. |
| Svolgimento | Narrativo/Simulativo | “Faccio questo”, “Dico questo”, “Mostro questo”. |
| Conclusione | Analitico | Valutazione e autovalutazione del docente. |
Il consiglio d’oro: non fare una lezione accademica alla commissione (loro sanno già la materia). Dimostra come la renderesti semplice, avvincente e accessibile per un ragazzo di quell’età.
