Platone e le tecniche (pubblicato per la prima volta nel 1971) di Giuseppe Cambiano è un testo fondamentale per chiunque voglia comprendere il ruolo della technē (arte, abilità, tecnica) nel pensiero di Platone e, per estensione, nella filosofia greca classica. L’opera va oltre la semplice analisi testuale, ponendo le basi per una riflessione storico-filosofica sul rapporto tra teoria e prassi.
Cambiano affronta la technē non come un tema marginale, ma come un elemento strutturale del pensiero platonico. Egli sostiene che la posizione di Platone rispetto alla technē non è statica, ma si evolve ed è sempre in relazione dialettica con le questioni politiche e gnoseologiche del suo tempo.
L’autore mostra come la svalutazione platonica delle “arti servili” e dei mestieri manuali (spesso relegati agli schiavi) non sia solo un pregiudizio sociale, ma una necessità filosofica per l’edificazione della sua teoria delle Idee. La technē, per Platone, è inferiore alla epistēmē: La vera conoscenza (epistēmē) è quella che riguarda l’Essere immutabile (le Idee), mentre la technē si occupa delle cose mutevoli del mondo sensibile. La technē produce oggetti e non verità; è legata all’opinione (doxa) e all’esperienza, non alla contemplazione razionale.
Il punto più acuto dell’analisi di Cambiano è il paradosso della tecnica in Platone. Nonostante la generale svalutazione delle tecniche, Platone necessita di una technē superiore per fondare la sua utopia politica: la tecnica politica (Basilikē Technē). Nella Repubblica e nel Politico, la filosofia stessa è presentata come la suprema tecnica di governo (basilikē technē). Solo il filosofo-re, attraverso il possesso della vera conoscenza, può applicare l’arte di governare con rigore e scienza. Cambiano analizza anche il ruolo del Demiurgo nel Timeo, l’artigiano divino che plasma il cosmo. Il Demiurgo è la figura che eleva la technē a un livello cosmico, ma la sua opera è possibile solo perché imita le Idee eterne (l’epistēmē).
L’opera dimostra come Platone non rigetti del tutto il concetto di technē, ma cerchi di disciplinarlo e gerarchizzarlo, definendo quali tecniche sono utili per la polis e quali sono devianti o illusorie (come quelle dei Sofisti).
Platone e le tecniche non è un’analisi solo storica; ha una forte risonanza contemporanea. Il libro ha avuto il merito di rileggere i dialoghi platonici mettendo in luce le implicazioni socio-economiche delle sue scelte filosofiche, superando un’interpretazione meramente metafisica. La riflessione di Cambiano sul tentativo platonico di sottomettere la prassi alla teoria (la tecnica alla filosofia) è cruciale per comprendere le radici della filosofia occidentale della tecnologia. Essa fornisce uno sfondo essenziale per le discussioni moderne sulla tecnocrazia, sull’etica della scienza e sul ruolo degli esperti nella società.
L’opera di Cambiano si può considerare come un classico della filosofia antica, indispensabile per chi voglia comprendere come il concetto di tecnica, ben prima dell’età industriale, fosse già al centro di una complessa valutazione filosofica e politica.
