Peirce-Azione triadica-Semiosi illimitata.

Semiotica contemporanea
Semiotica contemporanea

Peirce: la sua indagine sulla semiosi deve essere verificata (anche) secondo i metodi deduttivo (dal generale al particolare) /induttivo (dal particolare al generale).

Un segno si rivolge sempre a qualcuno. Un segno è tale perché attiva nella mente di qualcuno un segno.

L’oggetto non è necessariamente materiale, a esempio può essere anche l’amore, eccetera.

Per riconoscere la relazione tra oggetti e segno bisogna avere un’esperienza precedente al riguardo.

L’interpretante: effetto o risposta di tipo intellettuale o pratica suscitata nell’interprete dal segno o representamen. (Collegamento tra segno e oggetto, anche se l’oggetto non è visibile).

L’interprete: deve essere qualcuno a cui il segno si rivolge, che coglie cioè il legame tra segno e oggetto.

Le macchie del morbillo sono l’interpretante o l’oggetto? È l’oggetto poiché sta nel corpo del malato, non nella mente del medico.

Azione triadica: segno, oggetto, interpretante. Anche nelle azioni automatiche c’è un’esperienza pregressa (riguardo l’interpretante). L’interpretante è un atto singolo che tuttavia si basa su generalizzazioni, tassonomie, eccetera.

Nel dietro front del comandante, il plotone riconosce l’ordine. Non si tratta di pura reazione, è risultato della comprensione, cioè della mediazione e dell’interpretazione di un segno e dell’associazione di questo segno con una determinata volontà. L’ordine è l’oggetto; il dietro front è il segno; il cambio di marcia è l’interpretante; i soldati sono l’interprete.

La musica è un processo di semiosi.

La definizione di zebra rimanda alla classe delle zebre. (Le strisce bianche e nere rimandano alla zebra).

Il triangolo semiotico:              interpretante

                              Representamen           oggetto

Oggetto dinamico -> efficiente, ma non immediatamente presente, iniziatore del processo di semiosi. È universale.

Oggetto immediato -> base del representamen, l’oggetto considerato sotto un certo rispetto. Rappresentazione convenzionale dell’oggetto.

Peirce fa questa distinzione perché per lui non esiste una conoscenza diretta dell’oggetto.

La semiosi illimitata. Al fine della comprensione, l’interpretante è un segno a sua volta, che potrebbe richiedere di essere interpretata da un altro segno, perciò in una catena infinita.

Se consideriamo che tra noi e l’uomo del Pleistocene il cervello è lo stesso cognitivamente, siamo in realtà passati da una società banale a una molto complessa, quindi il nostro cervello non si è evoluto di conseguenza. (Ed è per questo che ci rifugiamo automaticamente nel bias di conferma).

La cultura è un processo di semiosi illimitato. La vita è un’ininterrotta produzione di segni.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.