Marxismo darwiniano.

Caricatura della teoria darwiniana dell'evoluzione
Caricatura della teoria darwiniana dell'evoluzione

Con “marxismo darwiniano” si indica l’insieme di tentativi teorici — sviluppati soprattutto tra fine Ottocento e Novecento — di mettere in relazione il materialismo storico di Marx con la teoria dell’evoluzione di Darwin. L’idea di fondo è che l’evoluzionismo biologico possa fornire una base “naturale” e scientifica al materialismo storico, oppure che concetti darwiniani (lotta per l’esistenza, selezione, adattamento, sviluppo per stadi) possano essere applicati, per analogia o in modo complementare, all’analisi dei processi storico-sociali.

Marx lesse L’origine delle specie (1859) poco dopo la pubblicazione e ne fu colpito: in una lettera a Engels del 1860 osservò che l’opera di Darwin gli forniva “la base storico-naturale” per la propria concezione della lotta di classe. È diffusa una leggenda secondo cui Marx avrebbe voluto dedicare Il Capitale a Darwin — episodio in realtà smentito dagli storici (la lettera in questione era indirizzata a un altro Darwin, il genero dello scienziato).

Fu soprattutto Engels a sistematizzare il parallelo. Nel discorso funebre su Marx (1883) affermò che, come Darwin aveva scoperto la legge di sviluppo della natura organica, Marx aveva scoperto la legge di sviluppo della storia umana. Nei Dialettica della natura Engels tentò inoltre di estendere la dialettica ai processi naturali, incluso quello evolutivo, cercando un’unità di metodo tra scienze naturali e scienze storico-sociali.

Karl Kautsky, nella Etica e concezione materialistica della storia (1906), cercò di fondare l’etica socialista su basi biologiche, ipotizzando un “istinto sociale” evolutosi per selezione naturale come precondizione della solidarietà di classe.

Anton Pannekoek, nel celebre opuscolo Marxism and Darwinism (1912), distinse con chiarezza i due ambiti: il darwinismo spiega l’evoluzione biologica della specie umana, il marxismo spiega l’evoluzione sociale dell’umanità già costituita come specie — due processi paralleli, ma governati da leggi diverse, da non confondere.

Georgij Plekhanov presentò il materialismo storico come prosecuzione, sul piano sociale, del materialismo naturalistico di stampo darwiniano.

Un punto di frizione importante riguarda il rapporto con il darwinismo sociale di stampo spenceriano, che usava la “lotta per l’esistenza” per giustificare ideologicamente il capitalismo liberista e le disuguaglianze come esito “naturale” della selezione. I marxisti darwiniani si contrapposero esplicitamente a questa lettura. In questo senso è centrale Kropotkin, che in Il mutuo appoggio (1902) — pur non marxista in senso stretto, ma vicino a questo dibattito — criticò l’interpretazione huxleyana della lotta per l’esistenza, sostenendo che la cooperazione, non solo la competizione, è un fattore evolutivo primario: un’idea ripresa da molti marxisti per contestare le letture conservatrici di Darwin.

Nel secondo Novecento il filone più significativo è quello legato a Richard Lewontin e Richard Levins, autori di The Dialectical Biologist (1985), che applicarono categorie del materialismo dialettico alla biologia evoluzionistica, criticando il riduzionismo genetico e la nascente sociobiologia di Edward O. Wilson, accusata di essere una nuova forma di darwinismo sociale mascherato da scienza.

Stephen Jay Gould, teorico degli “equilibri punteggiati” (evoluzione per salti anziché per gradualismo continuo), riconobbe apertamente un debito verso la propria formazione dialettico-marxista nel concepire il cambiamento evolutivo come discontinuo piuttosto che lineare.

Non tutti i marxisti hanno guardato con favore a questa sintesi. Gramsci, ad esempio, diffidava di un’assimilazione troppo stretta tra biologia e storia, temendo che introducesse un determinismo naturalistico capace di negare l’agentività storica e la specificità della prassi umana rispetto ai processi puramente naturali — rischio, cioè, di “naturalizzare” rapporti sociali che sono invece storicamente determinati e trasformabili.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024, 2025 e 2026.