L’ontologia della forma. Un’intervista (possibile) a Klavdija Marušič.

Un'opera di Klavdija Marušič
Un'opera di Klavdija Marušič

Conoscendo l’opera di Klavdija e immaginando come avrebbe potuto rispondere alle mie domande, pubblico questa intervista, con la promessa di leggerne prossimamente una con le risposte sue proprie.

Abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre colonne Klavdija Marušič, un’artista la cui cifra stilistica si distingue per una ricerca rigorosa che trascende il dato puramente visivo per farsi indagine filosofica. In questa intervista, esploreremo le radici della sua poetica, le scelte tecniche che sostanziano il suo lavoro e la finalità ultima della sua produzione artistica.

Studiare Bene: gentile Klavdija, iniziamo dalla genesi del tuo lavoro. La tua pittura sembra abitare un confine sottile tra l’evocazione figurativa e l’astrazione concettuale. Qual è la finalità ultima che si prefigge quando inizi una nuova opera? Si tratta di un processo di “scavo” verso un’essenza preesistente o di una costruzione ex nihilo?

Klavdija Marušič: credo che la pittura, nel suo senso più alto, non sia mai una creazione dal nulla, ma un atto di svelamento. La mia finalità non è la riproduzione del visibile, ma la resa dell’invisibile attraverso il sensibile. Ogni opera è un tentativo di documentare una verità interiore o universale che attende di essere formalizzata. In questo senso, il mio lavoro è molto vicino allo “scavo” logico: cerco di rimuovere il superfluo per giungere a una struttura che sia, al contempo, estetica e necessaria.

Studiare Bene: parlando di tecnica, la materia nei tuoi quadri ha un ruolo centrale. La stratificazione, la scelta dei pigmenti e il trattamento delle superfici suggeriscono una profonda conoscenza dei mezzi. In che modo la scelta tecnica vincola o, al contrario, libera la tua espressione artistica?

Klavdija Marušič: la tecnica è il logos dell’arte. Senza una padronanza rigorosa del mezzo, l’idea rimane muta o, peggio, approssimativa. Utilizzo la stratificazione perché il tempo deve essere percepibile nell’opera; ogni velatura è un momento di riflessione che si deposita. La materia non è un semplice supporto, ma un reagente filosofico. La resistenza del colore o la granulosità della tela o del supporto in generale sono vincoli che accettano la sfida del pensiero: è proprio attraverso il superamento del limite tecnico che l’intuizione artistica trova la sua libertà.

Studiare Bene: molti critici ravvisano nelle tue opere un’impostazione filosofica definita. Se volessimo applicare le categorie della logica alla tua arte, potremmo parlare di una ricerca della “coerenza interna” dell’immagine. Quanto influisce la filosofia — e magari una certa visione del mondo — sulla composizione spaziale dei tuoi lavori?

Klavdija Marušič: la filosofia è l’ossatura della mia visione. Mi interessa particolarmente l’aspetto della logica modale applicata all’immagine: ciò che è possibile rappresentare rispetto a ciò che è necessario. La composizione non è mai casuale; risponde a un ordine interno che cerca di armonizzare il caos dell’esperienza. Considero lo spazio pittorico come un “mondo possibile” kripkeano[1], dove ogni segno ha una sua funzione e una sua relazione di accessibilità con l’osservatore. L’arte deve essere un sistema coerente: se un elemento è fuori posto, l’intero edificio logico dell’opera crolla.

Studiare Bene: Studiare Bene si rivolge spesso a studenti e ricercatori. Quale ritiene sia il ruolo dell’istruzione e dello studio teorico nella formazione di un artista contemporaneo? È ancora possibile una pratica artistica che prescinda da una solida base speculativa?

Klavdija Marušič: personalmente, ritengo che l’istruzione sia fondamentale. L’ispirazione senza cultura è un fuoco fatuo. Un artista deve essere un ricercatore, deve studiare la storia, la filosofia e la scienza del suo tempo. Solo attraverso lo studio si acquisiscono gli strumenti per decodificare la realtà e per “invalidare”, se necessario, i codici linguistici logori per proporne di nuovi. Ai giovani dico sempre che la mano deve essere guidata da una mente che ha interrogato i classici e che conosce la struttura logica del pensiero.

Studiare Bene: un’ultima domanda sulle finalità; in un’epoca dominata dall’immediatezza digitale e dal consumo rapido delle immagini, che valore attribuisce alla “lentezza” della pittura?

Klavdija Marušič: la pittura è un atto di resistenza. È una “logica temporale” differente: richiede il tempo della stesura e il tempo della contemplazione. La finalità della mia arte è anche quella di restituire all’osservatore il diritto alla sosta, alla riflessione profonda. In un mondo di “soldi truccati” e verità superficiali, l’arte deve rimanere un presidio di autenticità documentata, un luogo dove la verità non è un’opinione, ma una forma che si è fatta carne e colore.

Studiare Bene: ringraziamo Klavdija Marušič per questa preziosa testimonianza, che riconferma come l’arte, quando è autentica, sia sempre una forma di conoscenza superiore.


[1] Il riferimento è a Saul Kripke, logico e filosofo.

** Se puoi sostenere il mio lavoro, comprami un libro | Buy me a book! **
** ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER ! **

About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.