Greimas ricava dalle teorie di Levi-Strauss la componente semantica relative ai miti. Levi-Strauss: il piano delle figure di superficie è importante per fare delle ipotesi circa i livelli più astratti e profondi dei racconti. Grazie ai livelli più superficiali possiamo capire cosa sta nel profondo.
La logica del concreto. Grazie alle differenze siamo in grado di capire di che cosa si parla. [Mitema[1]].
Dall’astratto possiamo andare nel profondo dei conflitti valoriali. Ciò che sta in alto, in superficie, rimanda sempre a livelli valoriali più profondi. Possiamo riconoscere quali erano i conflitti nel profondo e in quell’epoca. Non possiamo, secondo Greimas, limitare questo discorso ai miti, ma dobbiamo allargarlo a tutti i testi scritti.
Per Propp ciò che conta sono le funzioni, sfere d’azione, movimenti. Per Levi-Strauss le società organizzano logicamente i propri contenuti culturali.
Le determinazioni concrete rimandano a un significato profondo: negazione/affermazione di valori conflittuali. Il livello concreto è la chiave per arrivare ai significati profondi dei miti. È la semantica profonda delle narrazioni. Sono le contrapposizioni a generare le narrazioni, i personaggi, i drammi, le azioni.
In questi casi, in queste narrazioni, non esiste il principio di non contraddizione, gli opposti possono coesistere.
Strutture semio-narrative.
Il livello profondo. Il percorso generativo.
Semantica fondamentale.

QUADRATO SEMIOTICO
[amore e odio sono contrari e sono uniti dal sentimento]
Le operazioni sintattiche producono percorsi.

Timìa: disposizione affettiva di base à attrazione/repulsione à che rinviano alla categoria di Forìa[4]: euforia (attrazione, movimento verso), disforìa (repulsione, movimento di allontanamento), aforìa (posizione di neutralità).
[vedi tassonomia[5], quella del quadrato e assiologia[6], attribuzione di valore].
Nel quadrato semiotico, i percorsi possono essere diversi, non necessariamente obbligati.
[1] Termine coniato dall’antropologo francese C. Lévi-Strauss per indicare ciascuno dei nuclei narrativi che si possono evidenziare all’interno della narrazione mitica, tali che la struttura del mito (come avviene per i fonemi in rapporto agli enunciati di una lingua), risulti dalla combinazione di più mitemi, a loro volta permutabili per dar luogo a nuove o diverse versioni.
[2] [dal gr. εὐϕορία, der. di εὔϕορος «che si porta facilmente; sano, fertile», comp. di εὖ «bene1» e tema di ϕέρω «portare»]. – 1. Sensazione, reale o illusoria, di benessere somatico e psichico che si traduce in un più vivace fervore ideativo, maggiore recettività per gli aspetti belli e favorevoli dell’ambiente, tendenza a interpretazioni ottimistiche; può essere segno di una reale condizione di perfetta salute, ma talora è connesso con fenomeni per lo più lievi d’intossicazione (da alcol, stupefacenti, ecc.), o con disturbi psichici, o addirittura con stati tossinfettivi gravi. 2. Con valore più generico nell’uso com., stato di benessere, senso di soddisfazione (sia in singoli individui, sia in gruppi o collettività), che si esprime con allegria, vivacità esuberante, e sim.; anche fig., con riferimento all’attività economica, agli affari: mercati finanziarî in stato di euforia.
[3] Disturbo dell’umore affine agli stati di depressione e di irritazione, nel quale ha una particolare importanza l’orientamento verso tonalità spiacevoli; può essere associata ad ansia, a forte irritabilità e a comportamento impulsivo.
[4] [dal gr. -ϕορία, dal tema di ϕέρω «portare»]. – Secondo elemento di composti dotti derivati dal greco o formati modernamente (per es. lampadoforia, euforia, eteroforia, ecc.), nei quali significa «il portare» o, con valore intr., «il portarsi».
[5] Nelle scienze naturali, termine usato spesso come sinonimo di sistematica, ma che in modo più preciso viene utilizzato per indicare da un lato le regole nomenclaturali, dall’altro le tecniche per lo studio teorico della classificazione filogenetica dei viventi, attraverso la definizione esatta di principi, procedure e norme che la regolano.
[6] In filosofia, ‘dottrina dei valori’, cioè ogni teoria che consideri quanto nel mondo è o ha valore e per tale aspetto si distingue da quanto è invece mera realtà di fatto.
