Il sistema linguistico.

Semiotica contemporanea
Semiotica contemporanea

III. Sistema linguistico e valore.

La segmentazione.

A: massa amorfa del pensiero (idee confuse).

B: massa amorfa dei suoni (suoni indeterminati).

Quando “arriva” la lingua, arriva una “griglia”. E cosa fa una griglia? Ritaglia la massa amorfa del suono e lega questi ritagli – indissolubilmente – a singole unità di pensiero. Ci deve essere l’uno e l’altro. E ciò diventa un segno, (una serie di) segni linguistici.

Come si costituiscono i segni linguistici?

  • Vi è un piano indefinito di idee confuse e un altro piano indefinito di suoni.
  • La lingua unisce questi due piani producendo delimitazioni reciproche di unità.
  • Solo grazie alla formazione del segno linguistico vi sono significanti e significati.
  • La lingua come “forma”: essa combina due sostanze combinandole assieme.
  • La lingua è paragonabile a un foglio di carta: il pensiero è il recto e il suono è il verso; non si può ritagliare il recto senza ritagliare nello stesso tempo il verso; similmente nella lingua, non si potrebbe isolare né il suono dal pensiero né il pensiero dal suono; non vi si potrebbe giungere che per un’astrazione il cui risultato sarebbe fare della psicologia pura o della fonologia pura”.

Valore e sistema linguistico.

  • Segno linguistico nella sua totalità è un fatto positivo e concreto, distinto da ogni altro segno linguistico.
  • Considerati separatamente, significante e significato consistono solo di differenze, senza termini positivi: ‘nella lingua non vi sono se non differenze”.

Domanda:

Ma il segno ha questa identità, questo valore differenziale, perché è il segno in quanto tale o perché lo eredita dal suo significato e dal suo significante? Il secondo caso; poiché quando abbiamo un segno c’è un significante e un significato; e soprattutto perché i due flussi sono indipendenti tra loro: il significato si ritaglia sul flusso del significato; il significante si ritaglia sul flusso del significante (del suono).

  • Un sistema linguistico è una serie di differenze di suoni combinati con una serie di differenze di idee: ma questo mettere di faccia un certo numero di segni acustici con altrettante sezioni fatte nella massa del pensiero genera un sistema di valori; ed è questo sistema che costituisce il legame effettivo tra gli elementi fonici e psichici all’interno di ciascun segno”.
  • La lingua è un sistema di valori, cioè un sistema basato sulle relazioni che gli elementi che lo compongono intrattengono tra di essi.
  • Il valore di un segno linguistico è dato dalla sua posizione rispetto agli altri elementi del sistema.
  • L’identità di un segno è differenziale.
  • “Il treno Parigi-Marsiglia delle 8.30 è sempre lo stesso pur potendo essere, in linea di principio, sempre diverso. Possono cambiare i vagoni, il conducente e il personale in servizio; il motivo per cui lo consideriamo identico non sta in qualche sua qualità materiale, ma nel fatto che occupa una stessa posizione all’interno del sistema ferroviario, differenziandosi, entro quel sistema, dai treni che vanno a Tolone, Marsiglia, da quelli che partono alle 9, 10 o che si fermano a Cluny…”.
  • Il valore di un segno linguistico non equivale alla sua proprietà di rappresentare un’idea.

                                                                             ≠

                     Significante     <->        significante    <->     significante   <->      significante

                     Significato                      significato                 significato               significato

  • LOUER (dare/prendere in affitto) vs. MIETEN (dare in affitto) / VERMIETEN (prendere in affitto).
  • MOUTON vs. SHEEP: stessa significazione, ma diverso valore.
    • Gli inglesi dicono “mouton” per fare riferimento a un pezzo di carne cucinato e servito a tavola, i francesi non usano un altro termine!

La lingua come sistema di valori puri.

  • “…non importa se un cavallo è fatto di legno o di avorio, se viene danneggiato può essere sostituito anche da un fagiolo purché mantenga lo stesso valore di cavallo sulla scacchiera. Nei sistemi semiologici, come la lingua, in cui gli elementi si tengono reciprocamente in equilibrio secondo regole determinate, la nozione di identità si confonde con quella di valore e viceversa”.
  • La lingua è un sistema di valori puri che è dato non dalle entità singole poi combinate tra loro, ma dalle differenze tra queste entità che le costituiscono in quanto tali:
    • Da un lato non c’è alcuna motivazione per cui un certo significante si associa a un certo significato per costituire un segno (arbitrarietà);
    • Dall’altro, questa associazione è possibile se e solo se si inserisce all’interno di un sistema che lega tutti i segni tra loro e, più in particolare, tutti i significanti tra loro e tutti i significati tra loro (valore/identità).
    • Quando si fa analisi semiotica di un testo…
    • È necessario analizzare il testo che si vuole prendere in esame all’interno di un sistema di somiglianze e differenze in cui si posiziona e assume valore.
    • Solo in questo modo è possibile dare un’identità a quel testo.

IV. Rapporti sintagmatici e associativi.

            Rapporti e valore.

  • Quali sono i possibili rapporti tra segni al di fuori del sistema?

De Saussure propone due forme particolari di relazioni, i RAPPORTI SINTAGMATICI e i RAPPORTI ASSOCIATIVI, i quali generano due differenti ORDINI DI VALORI.

Questi rapporti “corrispondono a due forme della nostra attività mentale, entrambe indispensabili alla vita della lingua”.

  • Rapporti sintagmatici: rapporti in praesentia, le parole contraggono fra loro nel discorso relazioni fondate sul carattere lineare del significante;
  • Rapporti associativi: sono rapporti in absentia, relazioni virtuali, fuori dai discorsi le parole che hanno qualcosa in comune si associano nella memoria lungo linee diverse.

Nel primo caso abbiamo a che fare con un flusso lineare di segni; nel secondo, rapporti allargati, reti di parole legate ad altra memoria.

Rapporti sintagmatici: nel discorso il valore di un segno è dovuto al suo contrasto con ciò che lo precede e ciò che lo segue. Per il carattere lineare del significante, nei discorsi che hanno un significante acustico (a esempio il linguaggio verbale) un termine non può essere simultaneo ad altri, ma si sviluppa nel tempo.

Nel linguaggio verbale: suoni, sillabe, parole, parole composte, frasi, catene di frasi.

Nel campo del sintagma si ritrova tutto ciò che ha a che fare con quelle forme linguistiche di confine tra la lingua e la parole che, grazie a un loro uso continuo e ripetuto tendono a cristallizzarsi, sino quasi a grammaticalizzarsi.

A esempio, il termine italiano “pomodoro” deriva certamente da più parole un tempo distinte (“pomo” e “d’oro”), mentre il termine francese “pomme de terre” viene ancora scritto separatamente anche se nel sentimento del parlante si tratta senz’altro di un’unica parola.

Rapporti associativi: in questi rapporti un segno è in relazione ad altri con cui “ha qualcosa in comune” (per somiglianza o differenza), ma NON compaiono assieme a quel segno: è un rapporto in absentia.

Il segno che compare è come “il centro di una costellazione; il punto in cui convergono altri termini coordinati”, in un ordine non determinato e in un numero che può essere infinito.

I segni che hanno qualcosa di comune si associano nella memoria e formano così gruppi nel cui ambito regnano rapporti assai diversi (a esempio, identità della radice, identità del suffisso, analogia dei significati, comunanza delle immagini acustiche, eccetera), prescindendo dalla posizione dei termini all’interno del sistema linguistico.

Esempio di Saussure: insegnamento, insegnare, insegniamo, insegnante, insegna, cambiamento, armamento, educazione, apprendimento, eccetera. Questi segni non hanno per supporto materiale l’estensione temporale o spaziale, la loro sede è nel cervello, fanno parte di quel tesoro interiore che costituisce la LINGUA di ciascun individuo.

Domanda: si faccia l’esempio di un rapporto associativo con il suo significante. Quando il poeta scrive una poesia in rima. (Chi associa mentalmente termini che non c’entrano niente tra di loro, chi va a cercare quei termini. Eppure, avendo tra loro quella comunanza a livello di significante allora per lui diventano significativi e hanno valore.

Possiamo avere rapporti associativi che riguardano il significante e/o il significato.

Uno stesso segno può contrarre rapporti associativi in diversi domini secondo diversi livelli di pertinenza.

Possono esserci rapporti di somiglianza, ma anche di differenza.

Non sempre c’è una piena interscambiabilità tra i termini. Si pensi al caso di maestra-insegnante-professoressa oppure cameriera-donna di servizio-domestica.

Esempio non linguistico.

  • Esempio colonne di un edificio:
    • L’organizzazione delle colonne nello spazio del colonnato e con il resto delle parti dell’edificio costituisce una serie di rapporti sintagmatici;
    • Se la colonna è di ordine dorico, il confronto mentale con gli altri ordini (ionico e corinzio) costituisce il rapporto associativo.

I rapporti sintagmatici sono rapporti in praesentia e sono retti dalla congiunzione e:

           colonna 1 e colonna 2 e colonna 3 e architrave e…

I rapporti paradigmatici sono in absentia, e sono retti dalla congiunzione o:

           o stile dorico o corinzio o ionico o…

Roland Barthes: sintagmi e paradigmi.

Relazioni sintagmatiche e paradigmatiche applicate ad altri campi sociali, come la moda, la cucina, l’arredamento, eccetera. A esempio, il menù di un ristorante può essere inteso come una serie di paradigmi (diversi tipi di antipasti, primi, secondi…) a partire dai quali è possibile costruire un sintagma (un singolo menù). Altro esempio: il guardaroba è il paradigma di abiti possibili a partire da cui ogni persona sceglierà l’abbigliamento del giorno (sintagma).

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.