Il mito di Pandora.

La Gaea di Feuerbach
La Gaea di Feuerbach

Pandora (in greco antico: Πανδώρα, “colei che possiede tutti i doni” o “tutta donata”) è, secondo la mitologia greca, la prima donna mortale. Il suo mito è narrato principalmente da Esiodo ne Le Opere e i Giorni.

Il mito di Pandora non è una celebrazione, ma una narrazione di punizione e vendetta divina orchestrata da Zeus. Dopo che il Titano Prometeo ebbe rubato il fuoco sacro dall’Olimpo per donarlo agli uomini (che vivevano fino ad allora in una condizione beata e spensierata), Zeus giurò vendetta non solo su Prometeo, ma sull’intera umanità. Zeus ordina a Efesto (dio del fuoco e dell’artigianato) di plasmare una figura irresistibile, la prima donna, creata dall’acqua e dalla terra. I Doni degli Dei: Tutti gli dèi olimpici contribuiscono ad adornarla, conferendole doni che la rendono seducente ma ingannevole:

  • Atena le insegna le arti femminili (tessitura).
  • Afrodite le dona la grazia e il desiderio irresistibile.
  • Ermes (il messaggero e l’ingannatore) le infonde l’astuzia, la menzogna e una natura curiosa e persuasiva.

Pandora è così concepita come un “bel male” (kalòn kakòn), una calamità bellissima per l’umanità. Una volta creata, Zeus la invia sulla Terra insieme a un vaso (spesso tradotto erroneamente come “cofanetto” a causa di un’interpretazione errata di Erasmo da Rotterdam nel XVI secolo). Il vaso conteneva tutti i mali, le sofferenze, le fatiche e le malattie che affliggono l’esistenza umana (vecchiaia, dolore, vizio, ecc.). Pandora viene offerta in sposa a Epimeteo (“Colui che riflette dopo”), il fratello meno previdente di Prometeo. Nonostante Prometeo avesse avvertito il fratello di non accettare mai doni dagli dèi, Epimeteo non resiste al fascino di Pandora. Spinta dalla sua insaziabile curiosità (il dono di Ermes), Pandora solleva il coperchio del vaso. Tutti i mali contenuti si riversano immediatamente sul mondo, segnando la fine dell’età dell’oro per gli uomini. Spaventata, Pandora richiude in fretta il vaso. L’unica entità a rimanere intrappolata all’interno è Elpis (Ἐλπίς), la Speranza (o l’Aspettativa).

Il mito di Pandora funge da eziologia (spiegazione delle origini) del male nel mondo: spiega perché la vita umana è piena di sofferenza e fatica, e perché l’uomo deve lavorare per sopravvivere (Le Opere e i Giorni). Esiodo usa il mito per presentare la donna come la causa della sventura umana e l’origine dei guai matrimoniali.

L’interpretazione di ciò che resta nel vaso è ambigua: la speranza è rimasta con l’uomo, permettendogli di sopportare i mali usciti. La speranza (o la falsa aspettativa) è rimasta prigioniera nel vaso e non può aiutare gli uomini, oppure essa stessa è un altro male, in quanto prolunga il tormento illudendo l’uomo di un miglioramento che non arriva.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.