Il migliore dei mondi possibili di Leibniz.

Il migliore dei mondi possibili
Il migliore dei mondi possibili, Gottfried Wilhelm Leibniz, Il principio di ragione sufficiente, Principio di identità degli indiscernibili, Nessi tra la filosofia di Heidegger e quella di Leibniz,

Questa tesi è il tentativo di Leibniz di conciliare l’esistenza del male e della sofferenza nel mondo (il problema del male o teodicea) con l’esistenza di un Dio:

  1. Onnipotente (può fare tutto).
  2. Onnisciente (sa tutto).
  3. Perfettamente Buono (vuole il bene).

Leibniz argomenta che, prima di creare l’universo, Dio aveva una visione intellettuale di un numero infinito di mondi possibili (coerenti dal punto di vista logico). Dato che Dio è un essere razionale e perfettamente buono, Egli non può aver agito senza una ragione sufficiente e senza tendere al massimo bene. Se avesse creato un mondo imperfetto sapendo che ne esisteva uno migliore, non sarebbe stato massimamente buono. Pertanto, Dio ha dovuto scegliere il mondo che realizzasse il miglior rapporto possibile tra perfezione (bene) e imperfezione (male). Questo non significa che il nostro mondo sia perfetto in senso assoluto, ma che è il più perfetto tra tutti i mondi logicamente possibili che Dio avrebbe potuto scegliere.

Leibniz distingue tre tipi di male per difendere la bontà di Dio:

  1. male metafisico (Malum Metaphysicum): è l’imperfezione intrinseca delle creature finite. Qualsiasi cosa creata, non essendo Dio, sarà per forza imperfetta. Questo male non può essere eliminato;
  2. male fisico (Malum Physicum): la sofferenza, il dolore, le malattie. Questo male è visto come la conseguenza necessaria o il mezzo per un bene maggiore (ad esempio, il dolore ci avverte di un danno fisico).
  3. male morale (Malum Morale): il peccato, l’azione malvagia dovuta al libero arbitrio delle creature razionali. Anche il libero arbitrio, che genera il male, è considerato un bene metafisico tale da non poter essere escluso dalla creazione.

Il nostro mondo è il migliore perché contiene la massima varietà e ricchezza di fenomeni con il minimo indispensabile di male.

La tesi del “migliore dei mondi possibili” è stata oggetto di feroci critiche e prese in giro, diventando un punto di riferimento culturale. La critica più famosa e influente si trova nel romanzo satirico Candido o l’ottimismo di Voltaire (1759). Dopo il devastante terremoto di Lisbona (1755), Voltaire ridicolizzò la tesi di Leibniz (personificata dal filosofo Pangloss), trovando insopportabile la filosofia che giustificava ogni orrore come parte di un piano ottimale. La tesi implica una forma di determinismo. Se Dio ha scelto questo mondo per ragioni necessarie, allora ogni evento è predeterminato. Leibniz tenta di conciliare ciò con la libertà umana affermando che le azioni sono contingenti (non logicamente necessarie), ma determinate (moralmente certe), un punto che rimane controverso. Nonostante le critiche, il concetto ha costretto i filosofi successivi a confrontarsi con il problema della teodicea e con il rapporto tra la necessità logica e la contingenza dell’esistenza.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.