Hezbollah: storia del Partito di Dio. Un libro di Marco Di Donato.

Marco Di Donato, Hezbollah: storia del Partito di Dio
Marco Di Donato, Hezbollah: storia del Partito di Dio

Hezbollah: Storia del Partito di Dio.

Autore: Marco Di Donato.

Editore: Mimesis (Collana: Passato Prossimo).

Argomento: Storia contemporanea, Scienze Politiche, Islamistica.

Il libro di Marco Di Donato si distingue per un approccio rigorosamente accademico, ma accessibile, volto a ricostruire la parabola di Hezbollah (il “Partito di Dio”) dalle sue radici nei primi anni Ottanta fino al suo consolidamento come attore imprescindibile della politica libanese e regionale.

L’autore evita la trappola della narrazione unidimensionale che vede Hezbollah esclusivamente come un’organizzazione terroristica o, al contrario, solo come un movimento di liberazione. Di Donato scava nel contesto della Guerra Civile Libanese e dell’invasione israeliana del 1982, identificando in questi eventi il catalizzatore che ha permesso alla comunità sciita libanese — storicamente marginalizzata — di trovare una voce politica e militare dirompente. Vediamo i punti di forza del lavoro dell’autore.

  • L’evoluzione ideologica: uno degli aspetti più interessanti è l’analisi del passaggio dal “Manifesto” del 1985 (fortemente influenzato dalla Rivoluzione Iraniana e dal concetto di Wilayat al-Faqih) al “Documento Politico” del 2009. Di Donato illustra bene il processo di “libanesizzazione” del partito, ovvero la sua integrazione nel sistema istituzionale del Paese dei Cedri.
  • Il Welfare come arma politica: il saggio non trascura la dimensione sociale. Hezbollah è descritto come uno “Stato nello Stato”, capace di fornire servizi educativi, sanitari e assistenziali che lo Stato centrale libanese non riesce a garantire. Questo aspetto è cruciale per capire il consenso granitico di cui gode tra la popolazione sciita.
  • Il ruolo regionale: Il testo esamina accuratamente il legame con l’Iran e la Siria, inquadrando Hezbollah non come un semplice “proxy” (mandatario) di Teheran, ma come un alleato strategico con una propria agenda nazionale.

Di Donato, ricercatore esperto di storia dei paesi islamici, utilizza una vasta gamma di fonti, spesso dirette, evitando sensazionalismi. La scrittura è asciutta e analitica, ideale per studenti, giornalisti o appassionati di geopolitica che cercano una base solida su cui costruire la propria opinione. Credo di poter dire che il libro di Marco Di Donato è prezioso perché restituisce complessità a un soggetto spesso semplificato dai media occidentali. È una lettura essenziale per capire come un movimento nato dalla guerriglia clandestina sia diventato una potenza militare regionale e un pilastro politico del Libano moderno.

Ma vediamo ancora due punti importanti del lavoro del ricercatore.

1. Il rapporto tra Hezbollah e l’Iran: oltre il concetto di “Proxy”.

Di Donato chiarisce che il legame tra Teheran e il “Partito di Dio” è organico e profondo, ma non privo di una sua autonomia libanese. L’affinità ideologica (Wilayat al-Faqih) è il punto di partenza religioso. Hezbollah riconosce l’autorità della Guida Suprema iraniana. Tuttavia, Di Donato osserva come il partito abbia saputo adattare questa dottrina al contesto multiconfessionale del Libano, operando una “nazionalizzazione” del messaggio iraniano. Di Donato parla di sostegno multidimensionale: l’Iran non fornisce solo armi e finanziamenti (stimati in centinaia di milioni di dollari l’anno), ma ha contribuito a creare l’ossatura del welfare di Hezbollah. Scuole, ospedali e ricostruzione post-bellica sono stati possibili grazie al supporto tecnico e monetario di Teheran, permettendo al partito di sostituirsi allo Stato libanese. Inoltre, Di Donato sottolinea che Hezbollah è il “fiore all’occhiello” della strategia iraniana (l’Asse della Resistenza). Non è un semplice esecutore di ordini, ma un partner consulente che spesso aiuta l’Iran a comprendere meglio le dinamiche del mondo arabo.

2. Il ruolo nella Guerra in Siria: la “svolta esistenziale”.

L’intervento di Hezbollah nel conflitto siriano (iniziato ufficialmente intorno al 2013) è descritto da Di Donato come il momento di massima trasformazione del movimento. Per Hezbollah, la caduta di Bashar al-Assad avrebbe significato la perdita del corridoio logistico attraverso cui arrivano i rifornimenti dall’Iran. Di Donato spiega che l’intervento in Siria è stato presentato dal partito come una “guerra preventiva” per proteggere il Libano dal terrorismo takfiri (estremista sunnita). Inoltre, la partecipazione al conflitto ha cambiato la natura militare del gruppo. In Siria, i combattenti di Hezbollah hanno imparato a coordinare offensive su larga scala, a usare droni e a operare insieme a forze aeree (quelle russe) e corazzate. Questo ha trasformato Hezbollah nella forza non-statale più potente al mondo. Tuttavia, l’autore parla di un costo politico e sociale non ignorando le critiche. L’intervento in Siria ha inizialmente incrinato la popolarità di Hezbollah nel mondo arabo sunnita, trasformando la percezione del gruppo da “eroe della resistenza contro Israele” a “milizia settaria sciita”. Tuttavia, Di Donato mostra come il partito sia riuscito a giustificare internamente questo sacrificio come necessario per la sopravvivenza stessa della comunità sciita.

Secondo Di Donato, questi due aspetti mostrano che Hezbollah è oggi un attore transnazionale: con l’Iran agisce come il braccio destro di una potenza regionale. In Siria ha dimostrato di poter proiettare la propria forza fuori dai propri confini, influenzando i destini di altri Stati.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.