Grossi critica la storia giurisprudenziale e in particolare i contrattualisti. Si oppone anche alla sovrapposizione tra diritto e legge. Grossi si concentra sulla interpretazione, con l’interpretatio.
Francesco Gentile. Il testo è datato. Parla anche di giustizia politicizzata, in particolare di quella a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Gentile propone una lettura dialettica classica.
Vedi Salvatore Satta, critico del “gioco delle parti” della divisione, separazione dei poteri.
I due testi ci permettono di acquisire nozioni nuove e ci permettono di riflettere, ponendoci dei problemi. Ci danno anche indicazioni metodologiche. I due ci indicano il metodo argomentativo, magari quello della filosofia medievale. Quindi, centralità della quaestio. (Parallelamente abbiamo la questione degli universali). La quaestio è il fulcro dell’argomentazione, valutare le ragioni del pro e del contro (attraverso la discussione). L’ipotesi va problematicizzata.
Ritorniamo quindi alla deduzione e all’induzione, quest’ultima che possiamo ritenere ben argomentata, ma non sempre vera.
Estrapolare dai due libri un problema da porre, una tesi da discutere. Formulare una domanda. Vedere quale strada prendere per darsi una risposta. Domanda filosofica rispetto ad altre formulazioni.
