Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato. (22)

Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.
Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.

Il reato culturalmente motivato. Sentenza del 2017, definisce in maniera chiara l’impossibilità di costituire nel nostro ordinamento una figura riconducibile al reato culturalmente motivato, per il fatto che la società multietnica è una necessità ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti.

Se qualcuno è culturalmente altro non lo si obbliga all’abbandono della propria cultura, ma lo si obbliga a conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale, cioè alla nostra cultura giuridica esterna. Se la situazione è questa non ha senso parlare di reato culturalmente motivato. Potremmo dire che la Cassazione del 2017 riprende quella prospettiva che caratterizza la Francia rispetto ai paesi nordici nei confronti di reati di natura culturale. Il problema è che con buona pace della sezione prima della Cassazione Penale l’ordinamento italiano ha conosciuto e conosce dei reati culturalmente motivati, ovvero comportamenti che violano palesemente le norme giuridiche penali che però trovano rispetto a un contesto culturale una diversa regolamentazione. Nel nostro ordinamento vi sono stati casi di discriminazione.

L’esempio più eclatante di reato culturale è l’omicidio e la lesione personale causa l’onore. L’art. 587 del Codice Penale che è stato in vigore dal 1930 al 1981 ne prendeva atto. Tenendo conto di un contesto culturale, di una cultura giuridica esterna determinata da una serie di valori sociali tanto da rendere doveroso l’omicidio o la lesione personale a causa dell’onore essendo quest’ultimo un bene giuridico protetto e ove vi fosse la presenza dell’onore la pena comminata era ridotta di un terzo. Per non più di anni 7. Si estrae dunque da una contestualizzazione culturale una formulazione giuridica specifica del caso, in cui ci si riferisce di una doverosità sociale del comportamento. Conseguentemente a ciò si minaccia una pena minore in considerazione di quella doverosità sociale. Si introduce una discriminazione.

Secondo l’art. 587 del Codice Penale l’omicidio a causa d’onore ci fa supporre che non vi sia nell’ambito dell’ordinamento giuridico la primazia di un’unica cultura giuridica. Se non vi è un’unica cultura giuridica vi sono quantomeno due sfaccettature in proposito che comportano la censura del comportamento illecito ma anche delle cause culturali che non potevano accomunare il reo legato al 587 con colui che ricadeva nella fattispecie astratta dell’art. 575 e 583 del Codice Penale. Sembrerebbe vi sia il riconoscimento della motivazione culturale. In realtà come da relazione che accompagna il Codice Penale riguardo al reato d’onore che l’intenzione è quella di non mandare assolti i rei. Per evitare situazioni scabrose il legislatore si sente di dover inserire per lo meno una condanna, non al livello dell’omicidio volontario, ma non si mandi libero il reo. In tal senso il caso più noto fu il processo Cifariello, ampiamente citato.

Nel 2006 ci ritroviamo di fronte a un reato culturalmente motivato, nella stessa prospettiva, almeno così sembra, del legislatore nordico. Riguarda le mutilazioni genitali femminili. Anche Svezia, Regno Unito, eccetera, si erano attrezzati in tal senso. Si istituiscono fondi per la prevenzione, incentivi di vario tipo. Nei confronti di popolazioni di area subsahariana, non necessariamente islamica, ma anche cristiana e animista. L’intento di tali reati, se così possiamo dire, è quello di far entrare la giovinetta in società, a pieno titolo.

Nel nostro ordinamento le lesioni personali gravissime hanno una pena dai 6 ai 12 anni. In Italia gli esiti di queste condanne sono vicine a quelle erogate in Francia. Ci troviamo tuttavia davanti a un pastrocchio: abbiamo un impianto multiculturale, abbiamo degli esiti monoculturali, abbiamo inoltre inserito il cosiddetto reato fotocopia e il reato è fatto aggravante. Questa è l’anomalia di questa legge. nel 2006 si vuole gettare in pasto all’opinione pubblica il problema culturale.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.