Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato. (16)

Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.
Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.

Si parlava del rapporto tra potere e autorità. Conflitto e controversia; pensiero classico e pensiero moderno.

Ripetiamo che, quando parliamo di classico e moderno non lo facciamo cronologicamente, ma antropologicamente. Concepire l’essere umano nel suo rapporto con la società. Dal 1492, indicativamente, troviamo una concezione moderna, per cui l’essere umano viene rappresentato in modo antecedente alla costituzione della società. Prima concepiamo un essere umano isolato e poi con artifici il suo entrare in contatto con altri. Questo suo entrare in contatto con altri è funzionale al suo essere libero, al suo essere autoreferenziale. La società si costituisce in relazione all’autoreferenzialità dell’essere umano.

I contrattualisti concepiscono la formazione della società attraverso un atto di volontà dell’individuo per la protezione del diritto alla libertà. Si costituisce in funzione di un bene. Abbiamo una situazione che potremmo definire per mezzo di un libro citato, ma non letto: L’unico e la sua proprietà, di Max Stirner. L’unico che è libero nel momento in cui rimane libero. Con gli altri non è più libero, ma la sua libertà è limitata. Depotenzializza il suo essere unico. Crea nocumento. La costituzione della società è un male necessario in funzione della limitazione del conflitto. Poiché l’unico che incontra un altro non può che entrare in conflitto. È contro l’altro. La proposizione che usava, gegen, significava proprio lo scontro. Qual è la categoria di tutto questo rapporto? Il potere. Il conflitto si frena attraverso il dispiegamento del potere o attraverso la soppressione dell’altro quale entità che possa manifestare la sua essenza, la sua riduzione a cosa, a oggetto sotto il volere altrui. Oppure, attraverso un ipotetico accordo vi è un terzo che dispiegando il suo potere frena i suoi impeti.  Inibisce, con la forza, che dai consociati scaturisca un alcunché di bellico.

Ma lo Stato, il terzo, lasci definitivamente la nostra dea della guerra dal panorama sociale: lo monopolizza, imponendo per mezzo del potere che dispiega, un suo ordine. Quando parliamo di ordine lo usiamo come sinonimo di comando. La rappresentazione dei fatti umani infatti prevede un essere umano totalmente sregolato. L’anomia caratterizza l’unico, l’individuo. Un essere sregolato del tutto incapace di autonomia, anomico. La sua regola è di non rispettare le regole. Bisogna evitare che queste masse entrino in contatto, perché qualsiasi contatto privo di una supervisione, determina il conflitto. L’anomia si contrappone all’autonomia. Pensiamo la più nota affermazione “la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro”. La libertà finisce non per la mia scelta autonoma, ma perché c’è un potere immenso e mostruoso che ci può schiacciare. Kant ci dice che l’uomo è un animale che ha bisogno di un padrone, che è lo Stato. Qui siamo di fronte al conflitto: lo Stato è un enorme flagellatore che può colpire tutti. E ognuno tenta di colpire gli altri. E se il centro della vita politica ha questo conflitto, non potrà mai risolversi. Questo perché le parti in conflitto non hanno intenzione di risolverlo, poiché ipotizzate come sregolate.

Il potere sulla cosa, il possesso. Kant: La fondazione della metafisica dei costumi. La sua costruzione è simile alla solita, trita e ritrita: stato di natura dove tutti mirano al possesso. Situazione risolta dallo Stato. In questo enorme campo da rugby, il conflitto è perenne, non vi è controversia. Il controvertere significa un confutare secondo un dialogo la pretesa altrui. Per controvertere e non confliggere ci vuole autonomia. Capacità di ordinarsi, non tanto nel senso di comandarsi, ma di collocarsi in maniera armonica all’interno di un contesto sociale che esiste prima di noi, e del quale noi facciamo parte. Si cambia rappresentazione dunque. Pensando non all’individuo, ma a un essere umano in comunità, preesistente. Autonomia, capacità di trasformare un conflitto in una controversia, nel riconoscimento di un diritto su una cosa. Allora, dentro questo quadro comprendiamo meglio quelle citazioni che avevamo fatto lo scorso mese, di Francesco Gentile (Ordinamento giuridico tra virtualità e realtà). Una autonomia che si manifesta in una determinazione di volta in volta di un evento giuridico. Trasformazione del conflitto in controversia, se le parti vogliono trovare una soluzione, dirimere una controversia e non scontrarsi, perché nessuna delle due ipotesi, in quanto tale vuole tentare all’essenza. In questa prospettiva lo Stato è un enorme bastone che riesce a colpire migliaia di teste, fondandosi sul potere e non sull’autorevolezza. Questo solo in funzione dell’accrescimento del potere.

** Se puoi sostenere il mio lavoro, comprami un libro | Buy me a book! **
** ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER ! **

About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.