Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato. (14)

Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.
Grossi-L’Europa del diritto e Gentile-Intelligenza politica e ragion di Stato.

Possiamo ritenere ci sia una contrapposizione tra potere e capacità autoregolative. Ci troviamo di fronte a un’autonomia a prendere decisioni di carattere normativo e in quanto operatore si ritiene libero. Autonomia: facciamo attenzione a non confonderla con l’indipendenza. Un soggetto autonomo pone in essere delle norme che regolano la sua condotta. L’indipendenza è il non dipendere da nulla, nemmeno da sé stessi.

Autonomia-comunità (cum munia) con obblighi, doveri d’ufficio.

Indipendenza-immunità.

Autonomia (autòs, nòmos).

Indipendenza, non ci sono doveri.

Immunità, mancanza di doveri.

Mancanza di doveri, ma presenza di diritti, un problema. Hobbes ci pone la questione del sovrano, Leviatano, che fa il diritto. Il contratto del sovrano, lo rende titolare di doveri? Lo riporterebbe a una parità coi sudditi? No, il rapporto è un rapporto di forza: se non eroga sicurezza perde la sua qualifica di sovrano.

Autorità: da vita a un significato senza problemi. È declinato spesso col suo parente, il potere. Consideriamo auctoritas e potestas come sinonimi, di solito. La scelta starebbe solo nello stile. Nella scelta ci dovrebbe essere una consapevolezza che i due termini non coprono la stessa area semantica. I due termini sono investiti di latinitas: auctoritas, potestas. Ne deduciamo che la prima riceve legittimità quando si impegna ad accrescere il bene altrui. È il riflesso di un bene comune. Auctoritas (autori: modello, maestro): esperienza bilaterale, di fronte all’autorevolezza è fatto proprio dal destinatario. Il movimento circolare certifica l’auctoritas. Nella potestas (possum, capacità, efficacia o con una facoltà concessa da un potente) il moto è unidirezionale, si determina/legittima da se stessa per mezzo del dominio del proprio oggetto.

I due termini allora hanno un portato diverso, non possono considerarsi sinonimi. Tuttavia, possiamo accostare l’autorità all’autonomia, non riducendola dunque a un rapporto di potere. Autonomia, nel senso forte, capacità di autoregolamentazione. L’autonomia, art. 1322 del Codice Civile, in tema di contratti, Autonomia Contrattuale. Autonomia, con una letteratura minimalistica, è un “cane al guinzaglio”.

Autonomia: regolare il proprio comportamento attraverso regole da egli/ella stesso/a prestabilite. Per la sua pratica, due condizioni: 1) capacità di darsi delle regole; 2) rispettare le regole, che è come dire capacità di rispettarsi.

Un soggetto capace di autonomia non è un soggetto schiavo, né tantomeno schiavo di sé stesso. Abbiamo allora di fronte un soggetto libero. Qui ci è complicato disgiungere la libertà all’autorità. Per farlo, invece, dobbiamo argomentarlo. Libertà, autorità. Vediamo la differenza tra libertà e schiavitù.

Libertà: si oppone alla schiavitù e alla cattività. Oltre questa evidenza. Vediamo la schiavitù: (Aristotele, Politica), la schiavitù si incentra sul dispotismo, il servitore è strumento animato.

L’autorità si può intravedere nell’attività politica (Aristotele). Da una parte lo schiavo, dall’altro il libero (da padroni, franco da imposizioni). Lo schiavo è agito, il libero agisce (I, IV, Politica).

La libertà è uno stato di assenza di interferenze. Nel testo aristotelico c’è una seconda declinazione di schiavitù, slegata da rapporti interpersonali, cioè, è soggetto alle proprie passioni (Etica Nicomachea, Aristotele).

La libertà è la sola condizione dell’essere virtuoso. Dovremmo, quindi, guardare all’esercizio delle virtù (Libri III e IV dell’Etica). Aristotele ha copiato da Platone? (La Repubblica). Le due facce della schiavitù sono radicate nel pensiero classico. Poi dovremo attendere l’Ottocento per vedere cambiato il tutto.

Virtù: l’arte dell’ingiunzione dei rapporti umani, capacità di cogliere la giusta misura tra difetto ed eccesso. Alla virtù non si fissa una definizione, a essa si fissa la forma in quanto misura. I rapporti interindividuali devono essere improntati sulle virtù.

Proprio la giustizia (Libro V, Etica Nicomachea) è comprensiva di ogni altra virtù. La giustizia è un bene relazionale, riguarda il bene altrui. La libertà diviene momento relazionale, politico, esce dalla casa e va alla polis. La libertà va ricercata non nella non interazione (come per noi moderni), fuori dalla comunità. Una prospettiva classica ritiene che essa vada esercitata in ambito pubblico. Riguardano, quindi, l’autonomia, riguarda gli attori politici. La libertà non riguarda quelli che si astengono dalla polis.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.