Flacons In The Air #34 [Video]. Industria 4.0. Verso il post-umano.

Connecting networks
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#Industria40 #ArtificialIntelligence #BigData Intervista a Vincenzo Cerceo sull’Industria 4.0. A cura di Sergio Mauri. Quando parliamo di Industria 4.0 parliamo di quarta rivoluzione industriale, dell’interconnessione fra dispositivi “intelligenti” attraverso una serie di tecnologie abilitanti: dalla realtà aumentata all’Internet of Things, dalla sicurezza informatica all’analisi dei Big Data. Secondo le stime di Federmeccanica, l’adozione delle tecnologie abilitanti dovrebbe contribuire alla riduzione del time to market e dei costi di personalizzazione dell’offerta, con ulteriori benefici in termini di produttività dei fattori e informazioni disponibili sui processi di produzione. La finalità dell’applicazione di queste tecnologie è l’aumento della produttività del lavoro, ma anche della produttività del lavoro sociale in generale, in quest’ultimo caso dell’efficienza dell’ecosistema sociale in cui siamo immersi. Le novità introdotte dall’Industria 4.0 – parallele alla digitalizzazione della realtà di interesse per il sistema capitalistico – rappresentano un sottinsieme che va messo in relazione con un insieme più ampio che è quello dell’enorme progresso compiuto in questi ultimi anni nella costruzione dei dispositivi fisici (processori e memorie degli elaboratori). Questo progresso ha reso possibile l’applicazione di ciò che prima era solo teorizzato o immaginato, come ad esempio l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning o l’analisi di enormi quantità di dati. Ora, posto che l’Intelligenza Artificiale e la robotizzazione stanno tagliando numerosi posti di lavoro, è dunque possibile una società totalmente robotizzata e senza lavoratori? Non nel capitalismo! Il capitalismo necessita di lavoratori da cui estrarre plusvalore, fonte del profitto di ogni impresa. È quella la fonte del profitto, quell’abilità fisica e mentale proprie del lavoratore, estranee alla macchina. Il lavoratore non viene pagato per il suo lavoro, ma per il valore che la merce forza-lavoro ha sul mercato. Ne discende che il problema non sono né la sovrapproduzione né il sottoconsumo, bensì la composizione organica del capitale (macchine in rapporto a lavoratori) che è fondamentale per comprendere la fondamentale legge marxiana della profittabilità o della caduta tendenziale del saggio di profitto. Non avremo mai una società robotizzata e senza lavoratori: non sotto il capitalismo! Le crisi e le esplosioni di malcontento sociale esploderebbero ben prima!