Filosofia dell’Illuminismo.

L'illuminismo
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di Sergio Mauri

Filosofia. Caratteristico dell’Inghilterra è il deismo, concezione razionale della religione secondo cui Dio abbandona la creazione alle sue leggi evolutive senza manifestarsi nel miracolo o nella rivelazione. Si onora Dio nella condotta morale. Questa è la religione naturale, sostanza di tutte le religioni. Pensatori deisti sono Cherbury, Collins, Shaftesbury che fa consistere la vera moralità nell’associazione del bello con il buono. David Hume, all’opposto, è pensatore scettico che dubita di ogni sicura conoscenza. La conoscenza si limita a stati di coscienza. Alla nascita l’uomo è “tabula rasa” su cui l’esperienza traccia i suoi segni.

In Francia si segnalano Pierre Bayle, assertore della libertà di giudizio critico e della scienza, Voltaire che in nome della ragione attacca la tradizione e le pratiche del culto. Egli è ammiratore dell’Inghilterra e amico di Federico II° di Prussia.

Alla Enciclopedia curata da d’Alembert e Diderot lavorano anche i materialisti (che pongono la materia come unico fondamento della realtà) Le Mettrie e Holbach e il sensista Condillac che riduce la conoscenza a mera percezione sensoriale. Vi collabora anche Jean Jacques Rousseau che nella critica della civiltà già supera l’Illuminismo: l’uomo, buono per natura, si corrompe quando non si lascia guidare dai sentimenti. La riflessione (invidia, menzogna e simulazione) porta alla degenerazione della civiltà. Nell’Emile troviamo lo schema di una pedagogia improntata al Vangelo di natura. Nel romanzo epistolare “Nouvelle Heloise” egli sostiene il “diritto alla grande passione”.

In Germania l’Illuminismo ha vedute prevalentemente pedagogiche. Segnaliamo Christian Wolff, divulgatore delle idee di Leibnitz; Lessing che sostiene la tolleranza, la coscienza nazionale e l’umanitarismo. Moses Mendelssohn, rielaboratore in chiave illuministica dell’etica socratica, si adopera per dare pari diritti agli ebrei.

Il grande filosofo del tempo è Immanuel Kant. Il suo criticismo completa e supera l’Illuminismo, con la ragione che ha il compito di un’indagine critica sui limiti del sapere. Kant prepara l’idealismo tedesco.

Nella Critica alla ragion pura, l’universalità della scienza è garantita dalla funzione di sintesi dell’io universale che ordina i dati dell’esperienza secondo forme a priori. Non c’è indagine razionale sui problemi metafisici, oggetto di sola fede.

Nella Critica della ragion pratica, la legge morale esige l’esistenza di Dio, la libertà, l’immortalità. I comandamenti etici sono tali se spogliati di ogni utile personale.

Nella Critica del giudizio, il bello, che è immagine sensibile del bene, si fonda su un sentimento di piacere disinteressato.

Sergio Mauri
Autore Sergio Mauri Blogger e studioso di storia, filosofia e argomenti correlati. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Hammerle Editori nel 2014.