Esistenza, conoscenza, utilità.

Esistenza, conoscenza, utilità
Esistenza, conoscenza, utilità

Vale la pena farsi coinvolgere, farsi assorbire da un ideale, un progetto esistenziale, un programma di vita, in una maniera intensa, diciamo pure totalizzante? Vivere (per) quel tipo di esperienza, nella convinzione che il fine possa valere la pena di essere presenti durante il percorso per arrivarci? In sostanza il fine possa, senza dubbio, giustificare i mezzi (o il mezzo) di una scelta totalizzante?

La risposta potrete trovarla in ognuno di voi, ne sono sicuro, tuttavia io ho trovato la mia. Personalmente ho appurato che valga la pena, piuttosto che lanciarsi anima e corpo in una qualsiasi nobilissima attività, liberarsi dalle persone che intralciano o sabotano le nostre vite. Riuscire a individuarle e riconoscerle credo sia una vera e propria arte, della quale dovremmo essere tutti sufficientemente edotti. Pensate a quante fatiche risparmiate, a quanto tempo riposto in cassaforte. Si tratta di un’abilità di enorme utilità, a mio avviso.

Quindi, questa mia risposta, per sottrazione alla domanda iniziale ed eccentrica rispetto a essa, ci restituisce, in realtà, una serie di buone ragioni per ritenerla di un’estrema validità.

In primo luogo il riconoscere la validità o meno dei nostri interlocutori ci permette di non indugiare in rapporti inefficaci e insulsi, anche e soprattutto nel contesto di un progetto esistenziale o programma di vita che dir si voglia. Se siamo circondati da perditempo o nullità, il progetto non vale nulla.

In secondo luogo, l’osservazione dei loro comportamenti, nel caso di una prima esperienza, è di esempio per il futuro, per non ricaderci; nel caso di un’esperienza ulteriore alla prima, ci serve come esempio comparativo per uscire dalla situazione il prima possibile.

In terzo luogo, questa esperienza, di fatto, ci permette di valutare il nostro comportamento e calibrare le nostre reazioni rispetto al contesto che è sì composto dai singoli interlocutori, ma anche da qualcosa di più della loro semplice somma. Ciò che intendo dire qui è che non è in gioco solo la somma delle qualità e quantità umane dei miei interlocutori, ma anche delle relazioni che fra tutti noi si instaurano. Il di più della somma è questo.

Riassumendo, un po’ di sano utilitarismo non solo non guasta, ma migliora il contesto umano stesso, facendo sì che le persone siano meno insoddisfatte dei rapporti che hanno instaurato. E non è poco.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.