Doversi preparare per un esame, ma intervallare le letture dell’esame con letture di altro tipo, interessanti e piacevoli, è una perdita di tempo oppure ha valore didattico?

Studenti e depressione
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Dal punto di vista della psicologia cognitiva e delle neuroscienze dell’apprendimento, non è affatto una perdita di tempo. Al contrario, intervallare lo studio “rigido” con letture piacevoli e diverse ha un profondo valore didattico e strategico. Questa pratica si basa su alcuni pilastri fondamentali del funzionamento cerebrale.

Il fenomeno dell’incubazione. Come abbiamo accennato parlando della creatività e di Poincaré, il cervello non smette di lavorare su un problema (o su una materia d’esame) quando chiudi il libro. Mentre leggi qualcosa di piacevole, la tua mente conscia è occupata altrove, permettendo all’inconscio cognitivo di riorganizzare le informazioni apprese, creare connessioni inaspettate e “fissare” i concetti.

Abbiamo anche il defocussing e il ripristino dell’attenzione. L’attenzione sostenuta è una risorsa finita. Dopo 40-50 minuti di studio intenso, compare la “saturazione cognitiva”. La lettura piacevole agisce come un reset. Se leggi qualcosa che ti appassiona, attivi il circuito della dopamina, che riduce lo stress da studio e ricarica i serbatoi dell’attenzione. È come pulire le lenti degli occhiali; dopo la pausa, torni sui testi dell’esame con una capacità di analisi più acuta.

E c’è l’interleaving (intercalazione). La didattica moderna suggerisce che l’apprendimento è più solido quando non è “a blocchi” monolitici. Cambiare argomento (anche passando dalla saggistica tecnica alla narrativa o a un altro interesse) costringe il cervello a recuperare continuamente le informazioni della materia principale ogni volta che ci torni sopra. Questo sforzo di “richiamo” rafforza le tracce mnemoniche a lungo termine molto più dello studio piatto e continuato.

Applichiamo questo schema a questa situazione: stai studiando per un esame universitario e leggi altro nel mentre. La nostra cultura della “tecnica calcolante” ti suggerisce che ogni minuto non passato sul manuale sia tempo perso (visione utilitaristica). La realtà biologica dice il contrario. La varietà delle letture nutre la complessità del pensiero. Uno studente che ha una mente eclettica saprà fare collegamenti (abduzioni) che uno studente “monotematico” non vedrà mai.

C’è solo un piccolo rischio: l’unica insidia è il time-management. Se la lettura piacevole diventa un modo per “evadere” dall’esame per ore, allora è procrastinazione. Ma se è un intervallo programmato, è manutenzione dell’intelligenza.

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About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.