È possibile avere anche dei percorsi narrativi che si intersecano fra di loro e non si esclude ci siano delle priorità tra i due percorsi narrativi. Può essere che uno dei due sia funzionale all’altro. Ci possono pure essere più programmi narrativi che possono essere un riformulare il discorso perché quello precedente non funziona. Possiamo allora avere programmi paralleli e programmi di ripartenza.
L’obiettivo di un soggetto sarà il partire da una situazione di disgiunzione per arrivare a una situazione di congiunzione con l’oggetto di valore. Si ha, dunque un incremento di senso. Io performo per congiungermi a qualcosa o c’è qualcun altro che performa per me.
Il modello attanziale.
Destinante -> oggetto -> destinatario
Aiutante -> soggetto -> oppositore
Orizzontale asse contrattuale; verticale asse di realizzazione pragmatica.
Attanti: tipi molto generali (astrazioni) che si differenziano dagli ATTORI (personaggi veri e propri della storia)
Asse contrattuale: istanza di destinazione (destinante) agisce su un destinatario per indurlo a fare qualcosa.
Asse di realizzazione pragmatica: soggetto compie un’azione per congiungersi con un oggetto ostacolato o aiutato da altre istanze collaterali.
Il destinante agisce su un certo destinatario per indurlo a fare qualche cosa, generalmente congiungersi con l’oggetto di valore.
(aiutante e oppositore sono attanti dell’asse pragmatico). Un certo attore potrebbe avere più funzioni attanziali.
Contraddittorietà e contrarietà siano nella semantica, affermazione e negazione siano nella sintassi.
[Pretty Woman, come caso di studio per l’esame]
[Antigone] [Film Pasolini ?]
Programma narrativo.
- Programma narrativo (PN) = successione di stati e trasformazioni.
A es. PN dell’eroe nelle fiabe di magia russe è quello di salvare la principessa/figlia dello zar.
- Struttura gerarchica dei PN:
- PN d’uso: permette di passare da una performanza all’altra
- PN principale: performanza centrale della narrazione
A es. PN indirizzato all’acquisizione del mezzo magico è PN d’uso funzionale al passaggio ai PN successivi (anch’essi d’uso), con lo scopo di realizzare il PN principale (salvare la principessa).
PN e ANTI – PN
- Carattere polemico della narratività: ogni PN si sdoppia sempre
- PN vs PN inverso (o ANTI – PROGRAMMA)
- SOGGETTO vs ANTISOGGETTO –> perseguono scopi contrari
-PN
S1 ∩ O
S1 u O
Soggetto
Destinante
(aiutante)
-Anti -PN
S2 ∩ O
S2 u O
Anti-Soggetto
Anti-Destinante (Oppositore)
Senza lotta, competizione per le cose che si vogliono ottenere, non ci può essere trasformazione e quindi narratività!
L’oggetto di valore
- L’oggetto (Ou) è una sorta di luogo di accoglimento dei valori che il soggetto investe.
- Condizione di passibilità della relazione tra i due è proprio l’investimento che il Soggetto fa sull’Oggetto
- Ciò che conta non è l’oggetto in sé le sue caratteristiche intrinseche, ma le valorizzazioni di cui esso si carica di volta in volta contestualmente.
A es. in certi contesti narrativi la luce del sole può divenire odiosa o la vita stessa considerata generalmente il bene supremo, diventa un peso (vedi assiologie/valorizzazioni)
Lo schema narrativo canonico
- La Manipolazione in cui il Destinante convince in qualche modo il Destinatario circa l’opportunità di intraprendere un determinato PN (= Funzioni contrattuali)
- La Competenza, che corrisponde all’equipaggiamento modale (volere, dovere, sapere, potere) del Soggetto in riferimento al programma da compiere (= Prova Qualificante
- La Performanza, o fase trasformativa per eccellenza, cioè l’azione del Soggetto che trasforma gli stati di cose (= Prova principale).
- La Sanzione, che è il segmento finale di una narrazione, quando il Destinante giudica se l’opera compiuta dal Soggetto è conforme o meno al contratto iniziale (= Prova Glorificante)
…è lo schema in cui viene a iscriversi il “senso della vita” (A. Greymas)
La manipolazione (la call to action)
- 4 grandi figure generali della manipolazione
- La promessa: si fa fare (o si vieta di fare) qualcosa a qualcuno prospettandogli un premio o comunque delle conseguenze positive.
- La minaccia: si fa fare (o si vieta di fare) qualcosa a qualcuno prospettandogli una punizione o comunque delle conseguenze negative.
- La seduzione: si fa fare (o si vieta di fare) qualcosa a qualcuno prospettandogli un’immagine positiva di lui e della sua competenza (“tu che sei così bravo”)
- La provocazione: si fa fare (o si vieta di fare) qualcosa a qualcuno prospettandogli un’immagine negativa di lui e della sua competenza (“Scommetto che non sei capate di..”)
Simulacri che i soggetti si creano l’uno dell’altro e si rimandano l’un l’altro nell’interazione
