Tutti gli esseri umani sono dotati di una competenza narrativa. Non possiamo pensare a un sottogruppo di umani che non siano in grado di narrare. Un libro di storia non è pura oggettività, ma è lo storico a creare i legami, costruendo un racconto.
La narratività zero è quella dove non ho nulla da dire, sono totalmente rilassato, eccetera. La vera narrazione inizia quando si rompe la narratività zero. Quindi, è da un evento che nasce la narrazione, è l’evento che rompe la narratività zero. Quando tutto va come deve andare, abbiamo narratività zero.
A ogni evento noi abbiamo bisogno di dargli un prima e un dopo, dargli un senso. Noi scegliamo spazi fisici, ma anche cognitivi che costruiscono un prima e un dopo, dando un senso a una cosa, a un evento. Siamo noi umani che poi riconosciamo un valore agli eventi, alle cose. È insito nell’essere umano. C’è chi dà valore alla vita e chi alla morte.
Qualsiasi esperienza umana che riconosciamo dotata di significato, si fonda su una struttura narrativa. La narratività come principio organizzatore di qualsiasi tipo di discorso (universalità).
Un qualunque oggetto è un oggetto empirico o un oggetto semiotico -> un testo significa qualcosa (contenuto) tramite qualcos’altro, l’espressione.
È la struttura che attribuisce un senso, un valore. (abbiamo visto la tomba degli àuguri) -> producono senso: /autentico vs imitazione/ /reale vs inventato/ / presentificazione del passato/ / rivisitazione ludica del passato/.
Nella semiotica del testo abbiamo due grandi filoni: Greimas ed Eco. La prima generativa, la seconda interpretativa. Nel primo caso, centralità del sistema-testo e delle sue relazioni interne; nel secondo, centralità della nozione di “interpretazione” e quella associata di inferenza.
Per Eco un testo è incompleto senza l’intervento di un lettore che ne riempie gli spazi vuoti con la sua attività inferenziale. Il lettore, quindi, è chiamato ad avanzare delle ipotesi di senso e a sottoporle a un processo di verifica o confutazione. (Questione dell’autore reale/ideale e del lettore reale/ideale).
