Il cloud, la “nube” internettiana, ci spinge a trovare una inedita somiglianza con la nube da cui, nella rappresentazione tradizionale, arrivava la voce di Dio o degli dèi. Nelle rispettive nubi troviamo i seguenti tratti comuni: invisibilità, immaterialità concettuale, onnipresenza, fonti di potere, rivelazione di autorità e verità. Inoltre, vi si possono riscontrare la metafora della trascendenza, dell’accesso all’invisibile. Entrambi sono concetti astratti che offrono “prestazioni” essenziali e rappresentano uno “spazio” superiore, etereo e non immediatamente tangibile. La nube informatica come raggiunge i singoli interlocutori? Li raggiunge uno a uno, singolarmente, attraverso uno strumento fisico e non attraverso mezzi, sistemi spirituali come, per esempio, la grazia attraverso cui l’individuo era collegato a Dio, anche in una visione monadologica.
Cloud e filosofia.

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