Classe, parte, razza nella Grecia antica.

Grecia antica intorno al 431 A.C.
Grecia antica intorno al 431 A.C.

In greco non c’è “classe”, non c’è “parte”, ma c’è ghenos, razza, e le razze sono tre: le prime due hanno comunicazione, la terza sottostante sono cittadini che lavorano e sostengono le altre due. C’è immobilità sociale. 

Questo “pensiero” contenuto nel titolo sintetizza in modo acuto una distinzione fondamentale tra la concezione sociale della Grecia antica, in particolare quella filosofica di Platone, e le moderne teorie sociologiche basate sul concetto di classe economica o politica. Ecco lo sviluppo di questa tesi, che evidenzia come il concetto di ghenos implichi una rigida immobilità sociale fondata sull’essenza, anziché sull’acquisizione.

Il Ghenos come essenza statica: l’immobilità sociale nella Grecia arcaica e platonica.

Il punto centrale di questa riflessione è il contrasto tra la fluidità (teorica) della “classe” e la staticità essenziale del ghenos (γένος).

1. Ghenos come natura e stirpe, non come posizione acquisita.

In un contesto greco arcaico e classico, termini come ghenos (stirpe, discendenza, razza, genere) e in certi ambiti filosofici eidos (forma, specie, tipo) non indicano una posizione sociale ed economica che si può mutare (come il moderno concetto di classe), ma una qualità intrinseca o una natura fondamentale legata alla nascita o, in Platone, all’anima.

  • Classe (moderna): termine dinamico. È definita da fattori economici (capitale, mezzi di produzione) ed è teoricamente mobile (si può cambiare classe).
  • Ghenos (greco/platonico): termine statico. È definita dall’essenza, dall’origine o dal destino funzionale. Non è un ruolo economico, ma una predisposizione naturale e morale.

Il ghenos determina il ruolo funzionale del cittadino all’interno della polis, e tale ruolo è considerato immutabile perché legato alla sua essenza più profonda.

2. La struttura tripartita e il mito dei metalli.

La divisione in tre “razze” o generi funzionali è la perfetta incarnazione di questa immobilità ed è magistralmente teorizzata da Platone nella sua opera La Repubblica attraverso il Mito dei Metalli (spesso chiamato “favola fenicia”). Platone afferma che, per garantire l’armonia e la giustizia della polis ideale, i cittadini devono credere di essere stati forgiati dagli dèi con metalli diversi:

Il “Ghenos” (Metallo)Funzione e Ruolo SocialeComunicazione e Interazione
Prima Razza (Oro)Governanti e Filosofi-Re: Sono la parte razionale dello Stato, dediti alla conoscenza e al comando.Hanno intensa comunicazione e cooperazione con i Guardiani (Argento).
Seconda Razza (Argento)Ausiliari o Guerrieri: Sono la parte animosa (thymos), dediti alla difesa e all’applicazione delle leggi.Agiscono in stretta connessione con i Governanti.
Terza Razza (Bronzo/Ferro)Produttori, Artigiani, Lavoratori: Sono la parte concupiscibile (epithymia), dediti alla produzione dei beni materiali e al sostentamento.Sostengono le prime due razze ma sono esclusi dalla vita politica e filosofica, limitando la loro comunicazione a questioni economiche.

Come si evince, le prime due classi (oro e argento) hanno una comunicazione profonda e funzionale perché condividono la responsabilità della gestione e difesa dello Stato. La terza classe (bronzo/ferro) è la base di sostegno, essenziale ma separata dal potere decisionale e dal sapere filosofico.

3. La Funzione dell’Immobilità Sociale

L’immobilità sociale in questo modello non è un difetto, ma il fondamento della giustizia (Dikē).

  • Principio di specializzazione: la giustizia, per Platone, si realizza quando ogni ghenos si dedica esclusivamente al suo compito naturale, senza interferire con gli altri. Il produttore deve solo produrre, il guerriero solo difendere e il filosofo solo governare. Qualsiasi mescolanza di ruoli (il lavoratore che ambisce a governare) è causa di disordine e ingiustizia.
  • La paura del cambiamento: questo sistema riflette una profonda paura del cambiamento e della corruzione (temi cari ai pensatori conservatori dell’epoca). Il benessere della polis dipende dalla stabilità: mescolare i metalli porta al decadimento (un concetto di decadenza ciclica, non di progresso).
  • Contrasto con l’individualismo: se le classi moderne nascono dall’individualismo economico e dalla competizione, il ghenos platonico esclude l’individualismo in nome dell’armonia funzionale del corpo statale. L’individuo non esiste per sé stesso, ma come cellula che svolge il suo ruolo essenziale per la salute dell’organismo-Stato.

Quindi, il pensiero è corretto: mentre il concetto di “classe” suggerisce una tensione dialettica e la possibilità di ascesa (o conflitto), il concetto di ghenos nella visione idealizzata greca implica una struttura sociale statica e rigida, dove il valore e il ruolo di un individuo sono determinati dalla sua natura essenziale – il metallo forgiato nell’anima – e la sua funzione è immutabile e al servizio dell’ordine complessivo.

** Se puoi sostenere il mio lavoro, comprami un libro | Buy me a book! **
** ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER ! **

About the Author

Sergio Mauri
Blogger, autore. Perito in Sistemi Informativi Aziendali, musicista e compositore, Laurea in Discipline storiche e filosofiche e in Filosofia. Premio speciale al Concorso Claudia Ruggeri nel 2007; terzo posto al Premio Igor Slavich nel 2020. Ha pubblicato con Terra d'Ulivi nel 2007 e nel 2011, con Hammerle Editori nel 2013 e 2014, con PGreco nel 2015 con Historica Edizioni e Alcova Letteraria nel 2022 con Silele Edizioni (La Tela Nera) nel 2023 e con Amazon Kdp nel 2024 e 2025.